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TRIBUNALE / PICCOLI PAESI / ULTIMO APPELLO
Non dimentichiamo
6* Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate in IRPINIA _ a cura di Pietro Mitrione _ In Loco_Motivi
Grande e coinvolgente partecipazione , numerose le associazioni coinvolte: Comitato tutela del fiume Calore, Comitato no petrolio, Amici della bici FIAB, Irpinia Trekking, Allievi fotografi di foto Diego, Pensionati CGIL di Avellino, Pensionati A.Fe. p.a t di Napoli, IrpiniaTurismo, Piccoli Paesi. Sit-in al Ponte Principe di Lapio, poi a Nusco per il pranzo curato da Luciano Colucci, con la musica dei Makardìa; e ancora: visita alle sorgenti dell’Ofanto e poi al Museo della Ferrovia allestito all’interno del Museo Etnografico di Lioni. Una giornata memorabile! Grazie a quanti hanno partecipato e contribuito alla manifestazione. L’impegno di salvaguardia e di valorizzazione della tratta Avellino-Rocchetta Sant’Antonio prosegue ! Non permetteremo mai che la politica asfalti la storica Ferrovia per farne una pista ciclabile con i soldi destinati alle comunità. Chiediamo che la tratta venga riaperta al traffico passeggeri e turistico. Forza Irpinia.
32 ANNI FA
QUESTA FOTO E’ TRATTA DALLA MOSTRA FOTOGRAFICA “FATE PRESTO”, a cura di Mimmo Jodice e in esposizione permanente presso la Villa d’Ayala a Valva (Sa). Il ragazzo che si vede tra le macerie si salvò.
foto seguenti :
LIONI, il giorno dopo / VILLA d’AYALA, la mostra fotografica permanente / credits mostra
32 anni dal sisma dell’80
32 anni fa uno spaventoso terremoto distrusse gran parte della nostra Irpinia. Migliaia di persone perirono in quella triste giornata del 23 novembre del 1980. Interi paesi furono devastati. A distanza di tanti anni la memoria corre a quell’infausto evento e ai tanti progetti di sviluppo che hanno accompagnato l’opera di ricostruzione. Venerdì 23 novembre 2012 alle ore 16,15 nel piazzale antistante la stazione ferroviaria di LIONI, l’Associazione “in_loco_motivi” organizza una cerimonia di commemorazione di questa tragica data per noi irpini. Ricorderemo quanti persero la vita in quel triste giorno ed i ferrovieri che rimasero vittime mentre svolgevano il proprio lavoro alcuni dei quali in servizio sulla ferrovia Avellino-Rocchetta deponendo una corona di fiori sulla lapide a loro dedicata. All’iniziativa parteciperà il Sindaco di Lioni prof. Rodolfo Salzarulo. Nel ricordo di quei ferrovieri seguirà una breve riflessione sull’attuale opera di smantellamento della loro e nostra OFANTINA che sembra la perfetta descrizione fatta da Paolo Rumiz in un passaggio del suo libro “ l’Italia in seconda classe” dedicato alle ferrovie “minori”: “Il treno si ferma in stazioncine senza capostazione, senza biglietteria. Alcune sono murate, altre distrutte dai vandali. Sempre i banditi? No, la globalizzazione. Sono i rami secchi, potati dai governatori dei flussi. In burocratese si chiamano stazioni impresenziate, astuto eufemismo per mascherare lo smantellamento. La fine dei territori comincia così, col bar e la panetteria che chiude , poi con le stazioni del silenzio. Sento che comincia il viaggio in uno straordinario patrimonio dilapidato.” A tutto questo noi ci ribelliamo per impedire che ’alta Irpinia possa diventare un “deserto” senza speranza….
Pietro Mitrione In_loco_motivi
A LIONI, AL ROUGE _ invito da Franca Molinaro
Da Franca Molinaro ai lettori di PICCOLI PAESI, il blog della nuova ruralità
“Radici e Cultura incontro tra poesia arte e spettacolo” / Lioni 14 luglio 2012, Rouge, ore 18,30
/ una iniziativa nell’ambito delle attività dell’Università Popolare Irpina / a cura di Erminia Barbieri
Vecchioni, una ragazza e gli operai della Irisbus
Vecchioni, una ragazza e gli operai della Irisbus / Quando la crisi arriva a ferragosto _di Paolo Saggese
In questa insolita estate, più insolita delle tante insolite, cui siamo stati abituati in questi ultimi anni, persino le notti di mezza estate o di fine estate assumono immagini, che non hanno nulla del sogno o della quiete tipica dei cieli d’agosto. L’aria spira lieve, dà sollievo all’afa, ma non si respira aria di pace, di riposo, di stasi irreale che dominano mente e cuori. La “sera del dì di festa” di leopardiana memoria ha oggi poco di poetico.
E così può succedere – come è accaduto a Lioni il 17 agosto – che il concerto di Roberto Vecchioni perda all’improvviso i crismi tipici di uno spettacolo culmine dell’estate e diventi luogo di discussione, forum aperto a tutti, quasi lancinante, di una crisi planetaria che evoca povertà e disperazione.







