Archive for the ‘Varie’ Category
Recupera / Riabita _ intervento di Donato Cela
Donato Cela
donato.cela@libero.it
Associazione di promozione sociale SINERGIE – Bisaccia (AV), presidente
Sono Donato Cela, presidente di “Sinergie”, Associazione di Promozione Sociale attiva da quasi 2 anni sul territorio di Bisaccia. Il nostro raggio di azione è molto vasto e spazia dalla cultura, allo sport, dalla valorizzazione del territorio alla salvaguardia dell’ambiente, dalla tutela di persone con disabilità e anziani alla diffusione delle varie forme di arte e senza trascurare le infinite forme di aggregazione.
I soci fondatori sono 25, quelli effettivi 74 pur non avendo fatto una vera e propria campagna associativa. Le iniziative nel campo ambientale avranno sempre maggiore importanza e, a questo proposito, abbiamo pensato di costituire un organismo congiunto con Legambiente di prossima implementazione con l’intento di mettere in atto azioni incisive e rapide su temi quali: individuazione di fonti inquinanti, ripulitura di siti fortemente compromessi e sensibilizzazione di cittadini e amministrazioni comunali.
Prima uscita a luglio con rimozione di carcasse di auto e altri oggetti ingombranti.
Riguardo al tema odierno sono fortemente convinto della bontà dell’iniziativa. Le mie esperienze personali mi danno conforto.
Dopo essermi laureato a Napoli ho vissuto poi per lunghissimi anni a Milano e per ulteriori periodi a Parma e a Piacenza. Posso dire di poter apprezzare i vantaggi del vivere in posti come questi. Lo dico soprattutto ai giovani: poter parcheggiare tranquillamente, vivere gli spazi esterni, coltivare parte del proprio cibo, poter contare su relazioni sociali facilitate sono cose che non hanno prezzo. Ricordo una sera in cui a Milano ho cercato inutilmente per un’ora un parcheggio e sono stato costretto a tornare a casa senza poter vedere il cinema che mi ero prefisso. Oppure l’umiliazione del dover cercare casa (con la diffidenza dei proprietari) e pagare prezzi esagerati per dei tuguri.
Sono riuscito nell’intento di tornare a lavorare qui anche se non è stato facile. Ho dovuto lottare e protestare a lungo, fondare un comitato trasferimenti di 500 persone, occupare sedi sindacali e aziendali per ottenerlo. Questi posti vanno migliorati e non abbandonati. Non saranno le Dolomiti ma sono pieni di angoli e scorci fantastici. Ogni settimana durante le nostre passeggiate ne scopriamo di nuovi. Credete che non vi siano centinaia di baresi, casertani o romani disposti a venire insieme a noi? Dobbiamo solo andargli incontro, prenderli per mano e fargli visitare i nostri musei, i nostri castelli e dargli la migliore accoglienza possibile. Il nostro cibo, la nostra aria, i nostri centri storici sono armi formidabili. Siamo in grado di farli fruttare?
Perché le radici sono un’ottima cosa ma bisogna che siano in grado di far nascere frutti e foglie. Abbiniamo eventi culturali alla fruizione del territorio, apriamo e diamo un minimo di abitabilità alle migliaia di case chiuse, ospitiamo chi preferisce noi ai soliti banali percorsi turistici e vedrete che rinasceremo.
Facciamo rete, costruiamo un progetto comune e diamo sostegno alle singole iniziative delle singole associazioni.
Noi abbiamo un sito per veicolare le notizie ma usiamo anche gli altri come ad esempio Piccoli Paesi www.sinergiebisaccia.it
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Recupera / Riabita _ intervento di Stefania Emmanuele
Stefania Emmanuele
Sociologa, Agente di sviluppo locale / Curatore dell’Ecomuseo del paesaggio Valle del Raganello – Parco nazionale del Pollino
stefaniaemmanuele@gmail.com
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“Paese, inizierò a guardarti per imparare a conoscermi”
AUTOPRESENTAZIONE
Quando si parte a 18 anni, non si sa cosa si lascia.
Quando si torna dopo 12 anni, si scopre cosa si è lasciato ritrovando se stessi.
I primi anni del mio ritorno in Calabria, nel piccolo villaggio della mia infanzia, dove i ricordi erano inconsapevolmente intessuti nella grammatica della mia anima, ho vissuto i “miei luoghi” come un esploratore in cerca del Santo Graal. Scoprivo che quella terra era un libro aperto ma pieno di polvere; sentivo che era il momento di “fare qualcosa” per recuperarne la memoria e l’identità. Dal 2003 al 2008 ho avuto l’opportunità di mettermi al servizio del territorio come amministratore e contemporaneamente frequentavo un master europeo in politiche di sviluppo sostenibile. In quegli anni ho fatto convergere la mia ricerca scientifica con la missione amministrativa e ho dato vita ad un progetto pilota “Luoghi della memoria e della identità territoriale. Ecomuseo del paesaggio Valle del Raganello. Partecipare al patrimonio”.
Ho sempre creduto nel carattere democratico e “dal basso” del movimento ecomuseale: l’accento sulla rivisitazione della memoria e del passato in funzione di una progettazione del futuro della comunità (in un’ottica più “glocal” che campanilistica e provinciale), la visione del bene culturale come patrimonio (nel territorio, del territorio e per il territorio), il ruolo educativo e formativo degli ecomusei e quindi il ruolo centrale che anche la scuola vi può giocare. L’ecomuseo è il luogo, ma anche lo spazio mentale, è la piazza, l’agorà della comunità che non rinuncia ad interrogarsi, che stimola lo spirito critico, accentua le diversità per riconoscerne la ricchezza e per farne Leggi il seguito di questo post »
Recupera / Riabita _ intervento di Michele Solazzo
Michele Solazzo
responsabile ambiente rifondazione comunista
comitato no eolico selvaggio
Abitare il territorio in Alta Irpinia è un grande impegno per una piccola forza come quella di Rifondazione Comunista che per la protesta e la proposta tiene conto del contesto sociale e politico del nostro territorio. Il quadro politico che si sta consolidando con il governo Renzi esprime, in continuità con il ventennio precedente, quella proposizione di ridurre i significativi momenti di democrazia rappresentativa e partecipativa in una nomina di deputati, senatori, consiglieri provinciali e comunità montane. esse annullano la rappresentanza e il governo di prossimità. Solo i sindaci e consigli comunali sono e possono essere la leva del conflitto politico che si profila nel nostro territorio, caratterizzato sempre più nelle battaglie ambientali: eolico selvaggio, elettrodotto, trivellazioni petrolifere, rifiuti e acqua.
I movimenti e i comitati di protesta e di proposta che si sono espressi nelle varie vertenze, tra cui la manifestazione del 21/12/2013 a Gesualdo in provincia di Avellino, che ha visto la partecipazione di oltre 1000 persone contro “il progetto Nusco”, possono avere risposte e interlocuzioni solo nei procedimenti giudiziari, ben sapendo che l’attacco e l’aggressione al territorio, deriva da una larga commistione fra capitalismo, finanza, mafie e buona parte della classe politica locale e nazionale.
Recupera / Riabita _ Vito Pagnotta, birraio Serro Croce
Vito Pagnotta / birraio SERRO CROCE
La birra artigianale Serro Croce è una dedica a chi ricerca sensazioni rare, a chi ama soddisfare il palato con gusti intensi e vivaci, a chi si
riconosce in sapori fuori dal tempo. Una birra non filtrata, non pastorizzata, rifermentata ed affinata in bottiglia.
Una birra che, lavorata secondo le tradizionali tecniche, conserva i principi nutrizionali, gli aromi primari e secondari, il risultato è
l’armonia tra un profumo denso e un gusto pulito.
I biondi campi, baciati dal sole dell’Irpinia, si specchiano nei toni dell’oro e dell’ambra e nella schiuma che trasuda dai calici.
La storia di un territorio trasformata in gusto e purezza. Il Territorio è il principale ingrediente, i campi d’orzo di Monteverde e la cura di tutti i processi sono gli elementi fondamentali che concorrono a caratterizzare fortemente la birra Serro Croce rendendola un prodotto di alto pregio.BIRRA CHIARA
Di colore giallo paglierino tenue con schiuma compatta e persistente, al naso evidenzia leggere note floreali e fruttate. All’assaggio note mielate si stemperano nella rotonda leggerezza del corpo e lasciano spazio ad un leggero amaro di luppoli nobili. Retrogusto piacevolmente secco ed aromatico con presenza di amaro, mai invadente. Servire ad una temperatura di 7-9 °C.BIRRA AMBRATA
All’aroma prevalgono note fresche e fragranti di scorza di agrume che ricordano arancia e pompelmo rosa. Sottofondo leggero di resina mista che riporta alla mente pino e eucalipto. Al gusto la struttura maltosa regge lunghi giochi di amaro-dolce. Leggeri sapori di liquirizia e di caramello. Retrogusto piacevolmente secco e persistente dominato da un amaro mai invadente. Servire ad una temperatura di 8-10 °C.SERRO CROCE, la birra da filiera agricola
Monteverde – ITALY – t/f 0827 86219 c 3299892551
http://www.serrocroce.it
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Recupera / Riabita _ intervento di Luciana Pinto
Luciana Pinto
Fiduciaria della Condotta Slow Food Alta Irpinia e addetta alla Comunicazione del Comitato di Condotta.
slowfoodaltairpinia@gmail.com
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Vorrei parlavi del mio sogno…
Carlo Petrini ha scritto “chi semina utopia … raccoglie realtà” e io ne ho fatto il mio mantra….
Ecco… Slow Food da sempre, attraverso i Presìdi alimentari, i Mercati della Terra e le Comunità del cibo di Terra Madre, tutela le piccole realtà agricole a conduzione familiare grazie alle quali è ancora oggi prodotto il cibo “buono, pulito e giusto”.
Buono da mangiare, per le sue qualità organolettiche, ma anche per i valori identitari e affettivi che si porta dietro.
Pulito perché prodotto in modo ecosostenibile e rispettoso dell’ambiente.
Giusto perché conforme all’equità sociale durante la produzione e la commercializzazione.
La Condotta Slow Food Alta Irpinia, nell’anno internazionale dedicato dall’ONU all’agricoltura familiare, che è anche l’anno che l’Europa dedica alla lotta allo spreco alimentare, si impegna per la piccola agricoltura, facendone conoscere i protagonisti, le persone e i prodotti e soprattutto spiegando i valori che incarna e i benefici che comporta, per combattere la penuria e lo spreco di cibo, per difendere le tradizioni locali e la qualità alimentare, per tutelare il territorio ed il duro lavoro dei contadini, degli allevatori, dei casari e di tutte le aziende a conduzione familiare grazie alle quali il buon cibo continua ad arrivare nelle grandi e piccole città italiane.
Ma perché è cosi importante parlare di agricoltura familiare? Perché l’agricoltura di piccola scala è lo strumento fondamentale per sconfiggere la malnutrizione, tutelare la sicurezza alimentare e salvaguardare i prodotti locali, favorendo una dieta bilanciata e sana e mitigando gli effetti del cambiamento climatico. Temi questi, su cui da sempre Slow Food è in prima linea sia in Italia che all’estero.
Recupera / Riabita _ intervento di Virginiano Spiniello
Virginiano Spiniello, Ass cult L’Albero Vagabondo, in rete con Forum ambientale dell’Appennino, virginiano@libero.it www.alberovagabondo.it www.forumambientale.org
-titolo dell’intervento
Bonifica e risanamento ambientale delle aree di ricarica delle sorgenti partendo dai massicci carsici dei Picentini e del Partenio
-autopresentazione
Appassionato d’ambiente mi occupo di orti biologici, comunicazione ambientale all’Unisob in un piccolo laboratorio a Scienze della Comunicazione sul marketing ecologico, sempre per passione ho realizzato articoli e documentari come giornalista ambientale, il mio progetto più caro è l’Albero Vagabondo.
-analisi
La più grande fabbrica dell’acqua meridionale che rifornisce Campania e Puglia non risente solo delle minacce esterne – esplorazioni petrolifere, eolico selvaggio ed elettrodotti, sfruttamento delle sorgenti -, ma anche dell’attacco dei suoi abitanti, responsabili dei fenomeni di sversamento diffuso e del proliferare di microdiscariche in montagna che si aggiungono alle discariche tombate e al mancato funzionamento dei depuratori di gran parte dei piccoli Comuni. Milioni di cittadini meridionali, una volta compromessi i bacini idrogeologici, non avranno più accesso all’acqua sia per uso potabile che irriguo. Con il Forum Ambientale sono stati realizzati due eventi, il primo il 17 maggio a Volturara sui centri di pericolo e l’inquinamento nella Piana del Dragone, il secondo il 31 maggio a Castelvetere nel quale è stata rilanciata l’idea della mappatura delle discariche nelle aree di ricarica delle sorgenti
Le proposte sono varie
– Mappare e bonificare le discariche partendo dalle aree di ricarica delle sorgenti in territorio demaniale e individuando interventi prioritari anche nelle aree dei privati valutando la non responsabilità dei proprietari vittime dell’inquinamento e accedendo a risorse pubbliche per la bonifica
– Creare un fronte istituzionale che ponga la questione del ristoro ambientale a chi usufruisce delle risorse dell’appennino irpino.
– Istituire il Biodistretto dei Picentini
– Individuare un ente capofila, attualmente il Parco Regionale dei monti Picentini non ha l’operatività nè la struttura, per richiedere il Riconocimento Area MAB Unesco
-Slogan
Giù le mani dalla terra, dall’aria, dall’acqua!
Link
I rifiuti http://www.alberovagabondo.it/?category_name=rifiuti documentazione su www.forumambientale.org/documenti
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Recupera / Riabita _ intervento di Daniela Natalini
Daniela Natalini
Architetto Specializzata in Valorizzazione e gestione dei centri storici minori.
La forza motrice nei borghi rurali
Oltre al patrimonio architettonico da tutti conosciuto, l’Italia e soprattutto il meridione detengono una risorsa immensa, i borghi rurali e i centri minori. Questi nella maggior parte dei casi sono abbandonati sia fisicamente che moralmente, creando un fenomeno che impoverisce il sistema culturale, sociale ed economico e man mano questo dilaga inglobando sempre di più i territori circostanti. Io sono convinta che questo fenomeno è arrestabile ripensando il nostro territorio e i nostri borghi, ciò sarà possibile attuarlo mediante la valorizzazione del territorio, creando un sistema di servizi e la possibilità di attuare un turismo sostenibile. Solo grazie a un ottima osservazione dei propri luoghi e rispettando ciò che il territorio offre si può creare un meccanismo virtuoso, il borgo non è costituito da chiese e palazzi nobiliari ma visto nel suo complesso ha un architettura magica fatta di trame urbane, piccoli spazi urbani e abitativi che ricordano la vita quotidiana dei nostri avi, ci troviamo in un luogo dove il legame tra morfologia e tipologia dell’edificato con la natura e il territorio è fortissimo. Il nostro compito è preservare questa memoria!
Alcuni esempi virtuosi:
- Borgo di Pianezzo
- Borgo di Paraloup
- Borgo di Riace
- Borgo di Pentedattilo
Proposta:
- Caso studio, Borgo Picitti
Recupera / Riabita _ intervento di Amato Natale
Studente / Cooperativa Hirpinia Agricoltura biologica
Sin da quando ero ragazzino, ho avuto l’entusiasmo e il sogno di essere attivamente partecipe in un’attività che fosse in sintonia con le leggi naturali, capace di garantire e garantirmi un futuro pulito e sereno; oggi quel sogno sta divenendo pian piano realtà grazie alla collaborazione di un gruppo di giovani Irpini che come me persegue obiettivi ben precisi con la volontà di rigenerare l’economia nel rispetto dell’uomo e della natura.
Oggi viviamo una serie di crisi, non solo quella economica di cui si sente parlare spesso, ma una crisi demografica, energetica, culturale; vediamo che tutto ciò creato dall’era del petrolio non ha fatto altro che scardinare le leggi naturali, allontanandoci sempre più da quelli che erano i veri bisogni dell’uomo. Questo liquido nero, che poi va a finire nei farmaci, nelle materie plastiche non biodegradabili, nei tessuti, si traduce nell’affermazione della chimica in sostituzione del naturale, nella deforestazione… come se l’uomo si fosse dimenticato che senza gli alberi non si può vivere. Per noi giovani della costituenda cooperativa HIRPINIA tutto può avere delle azioni risolutive, partendo dalle coscienze delle persone e da attività alternative ed innovative, capaci di restituirci una strada per il futuro. La ripresa della coltivazione della canapa per noi rappresenta una soluzione valida ed efficace, una pianta, peraltro di origine Italiana, capace di offrirci circa 25.000 prodotti derivati, sì venticinquemila ! Dall’alimentare alla cosmetica, dai tessuti alla bio-edilizia, dai farmaci alla carta, sulla quale è stata stampata la prima dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti.
Recupera / Riabita _ i saluti di Eduardo Alamaro
Eduardo Alamaro
Scrittore, giornalista, critico di architettura. Storico della ceramica.
eduardoalamaro@alice.it
Cari amici dell’Irpinia altissima,
a Napule oggi fuori chiove a zeffunno e mi son domandato: chissà come sarà il tempo sabato a Cairano? Altrimenti sarà dura. Stamani infatti sto riflettendo un po’ su cosa dire di non (solo) auto gratificante e auto pubblicitario al vostro consueto appuntamento sui piccoli borghi da riattivare. Borghi sfuggiti alla logica distruttiva dei “paesi presepe” e nei quali sono stati riversati non poche risorse delle tasse degli italiani tutti del post/terremoto ’80. Fatto il contestato restauro dei borghi, la seconda domanda è sempre la solita, qui e altrove: e mo’ che ne facciamo? Chi ci mette i soldi per la gestione? Chi ha una idea di produzioni oggi in alta Irpinia? Chi ha la forza di sognare e soprattutto di far sognare senza bluffare? Im-prenditori, non prenditori modello “prendi i soldi e scappa”.
Alla ricerca di esempi di buona pratica italica dell’osso, pratico l’Umbria e i suoi restaurati borghi appenninici, … ragion per cui, alcuni anni fa, il “Corriere dell’Irpinia” ospitò qualche mio articolo in merito e demerito. E di ciò ringrazio ancora per l’opportunità con-cessa. Uno di questi “pezzi” era proprio centrato sulla domanda: come mai l’appennino umbro, terremotato e terrepovero quanto quello irpino, è riuscito poi a far sistema, ad attrarre risorse e a far sognare con i piedi a terra, mentre l’Irpinia no? Come mai esistono in Umbria buoni esempi di azienda-borgo virtuoso e virto-uso (come quella di Brunello Cucinelli) e in alta Irpinia restauro e idea di gestione imprenditoriale vanno su due tempi e piani diversi? Allego di seguito all’uopo scheda dell’umbro-global sognatore Cucinelli, che forse sarebbe da invitare p.v. ai vostri incontri. o no?
Saluti, Eduardo Alamaro
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Nato nel 1953 a Castel Rigone, vicino Perugia, Brunello Cucinelli, da sempre attratto dal sogno di un lavoro più sensibile ai valori umani, interrompe nel ’74 gli studi universitari di ingegneria per dedicarsi all’attività che lo Leggi il seguito di questo post »
Recupera / Riabita _ intervento di Luigi D’Angelis
Sindaco di Cairano
luigi.dangelis@alice.it
Pratica dolce e rivoluzionaria
“RECUPERA/RIABITA”, può apparire come il titolo di un tema piuttosto ricorrente, forse di “moda” fra architetti e sociologi o magari il pretesto per parlare di piccoli paesi e teorie di sviluppo in maniera teorica. Per noi, a Cairano, non è questo: in linea con i contenuti del progetto culturale “Cairano 7x”, è essenzialmente lo sforzo di incontrarci ancora una volta in questo piccolo Comune della bella grande Italia per ascoltare con sobrietà e dolcezza le testimonianze di tanti giovani e coraggiosi uomini e donne che, alla prospettiva di lasciare i piccoli paesi e le aree interne dell’Appennino e ricercare altrove il loro futuro, hanno contrapposto la tenacia e la volontà per costruire nella loro terra le loro prerogative di vita e di sviluppo umano e sociale. Testimonianze “vive” di persone che si sono inventate un’attività, hanno riscoperto antichi mestieri, hanno portato estro e passione rivalutando la filiera agroalimentare e innovando all’interno di quella cultura contadina che è patrimonio e identità di gran parte del nostro Paese. Un’esigenza umana, quella di restare, straordinaria che è un valore immenso su cui costruire ogni possibilità di sviluppo futuro.
Dunque non l’occasione per promuovere la politica del lamento ma il momento nel quale, attraverso “relazioni felicitanti”, ciascuno racconta la propria esperienza, come seme per far germogliare altri frutti attivando, così, sistemi di relazioni virtuose tra le componenti del territorio.
Qui a Cairano vogliamo continuare a credere nel sogno di ripopolare i nostri paesi, di far rivivere i territori apparentemente affranti delle aree interne o montane che invece straripano di bellezza. Siamo convinti che questa sfida possiamo vincerla promuovendo, tutti insieme, un momento di autoformazione che ci restituisca il senso di appartenere a una comunità e a un luogo, che ci renda più sensibili agli equilibri dell’ambiente in cui viviamo, che rafforzi in noi la capacità di organizzarci, di affermare la nostra volontà di partecipare al processo di decisione e di accedere alle basi del potere sociale con una pratica dolce, rispettosa, lillipuziana e, perché no, rivoluzionaria.





















