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UNA GRAN BELLA GIORNATA

Gran bella giornata per il Touring Club Italiano e il Club Alpino Italiano che, attraverso le delegazioni regionali per l’Alta Irpinia e Avellino, hanno organizzato un’escursione attraverso l’Alta Valle del Sele. Oltre 100 i partecipanti, provenienti da ogni parte della Campania e della vicina Lucania, che hanno potuto immergersi nella bellezza delle fioriture di maggio attraversando paesaggi incontaminati e scoprendo le sorprese dell’entroterra appenninico. Un corteo di oltre 20 auto ed un pullman ha pacificamente invaso dalle 9 di mattina i centri abitati di Senerchia (Av), Valva (Sa) e, nel pomeriggio, Laviano (Sa). Numerosissimi i giovani e le coppie con figli per mano. La manifestazione ha visto la partecipazione, aggregati al TCI e al CAI, di vari altri gruppi regionali; tra i più numerosi: l’associazione ‘Lo Scrigno’, il ‘Gruppo 7x’, l’associazione ‘Strada dei Fiori’, la ‘Pro Loco’ di Quaglietta ed il ‘Garden Club’ di Avellino. Per il Touring ha coordinato il console Angelo Verderosa del Club di Territorio ‘Paesi d’Irpinia, con il vice-console Donato Cela e il console Pierfrancesco Mastrosimone del CdT ‘Salerno’. Per il CAI, direttore di escursione Vito Abate, vice-presidente del Raggruppamento regionale della Campania e Francesca Bellucci, Presidente della sezione di Avellino.

La giornata ha preso il via alle 9 dal punto di ritrovo nel borgo di Quaglietta (Av) da cui si è partiti alla volta della ‘Riserva Naturale e Oasi Valle della Caccia’ a Senerchia dove siamo stati accolti dalla rappresentanza del WWF Irpinia. Lungo la gola scavata dal torrente ‘Acquabianca’, alle pendici sud-est del Parco regionale dei Monti Picentini, il gruppo è risalito fino alle bellissime ‘cascate’ dell’Oasi. Come da programma, alle 11,45 il Sindaco di Valva Francesco Marciello e l’amministrazione comunale ci hanno accolto all’ingresso della Villa D’Ayala-Valva, uno straordinario complesso botanico-storico e architettonico esteso per 18 ettari ai piedi della riserva naturale dei ‘Monti Eremita-Marzano’; dopo aver visitato i bei giardini all’italiana e lo spettacolare ’teatro di verzura’, una parte del gruppo, accompagnati da  Angelo Verderosa, con la collaborazione dei colleghi Giuseppe Salvia e Raffaele Caprio e l’Impresa Ediltors, ha potuto visitare i lavori in corso di restauro all’interno del ‘Castello’ salendo fino alla sommità della ’Torre normanna’. Nel pomeriggio, la ‘carovana’ ha proseguito per Laviano (Sa) dove, all’ingresso del Castello, hanno portato i saluti della comunità locale il vice-sindaco e la presidente della Pro-Loco. Guidati quindi da Gerardo Gaeta, costruttore dell’opera, buona parte del gruppo ha attraversato, con grandissima emozione, il magnifico ‘Ponte tibetano’, lungo 90 metri e sospeso vertiginosamente sulla gola di un fiume ad oltre 80 metri di altezza dal fondo. L’apertura in anteprima del ‘ponte’ (si inaugurerà il prossimo 21 giugno) è stato il coronamento di un’interessante giornata escursionistica resa possibile da due grandi associazioni nazionali di puro volontariato quali TCI e il CAI; una giornata intensa e perfetta. Chiudiamo con una delle frasi riportate in uno dei questionari distribuiti dal CdT ‘Paesi d’Irpinia’ : “Oggi tutti vicini; tutto meraviglioso, molto formativo, senza costi e a km. zero nella nostra bellissima terra

le FOTO dell’escursione Senerchia, Valva, Laviano 

notizie sull’Oasi di Senerchia

notizie sulla Villa d’Ayala-Valva

info sul Ponte tibetano di Laviano

escursione TCI – CAI : il programma

per seguire LE PROSSIME INIZIATIVE del Touring Club Italiano in Irpinia : metti ‘MI PIACE’ sulla pagina FB

Club Ter. orizz. P.Irpinia 20-02-2015

da visitare : l’oasi di Senerchia

L’oasi WWF Valle della Caccia è stata istituita dal Comune di Senerchia il 15 luglio 1992 ed inaugurata il 23 maggio del 1993.
Si estende su 450 ettari del territorio comunale e rientra nel Parco regionale dei Monti Picentini che, istituito nel 1993, costituisce con i suoi 63.000 ettari, il più grande dei parchi regionali della Campania e uno dei più importanti bacini idrici del Mezzogiorno.
Nel 1998 l’oasi è stata interessata dal Progetto Europeo “Life Natura” e successivamente riconosciuta Sito di Interesse Comunitario (SIC IT8050052) e Zona di Protezione Speciale (ZPS IT8040021). Sulle rupi e nelle boscaglie, da 600 a 1600 m. vive il pino nero (Pinus nigra Arnold), sotto forma di stazione relitta e con caratteristiche simili alla varietà di Villetta Barrea nel Parco nazionale d’Abruzzo. L’Oasi WWF Valle della Caccia di Senerchia è stata gemellata, il 5 maggio 1996, con Villetta Barrea, comune del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Percorrendo i “sentieri natura” che si snodano lungo il torrente Acquabianca si entra nel regno del merlo acquaiuolo, dell’usignolo di fiume, dell’Erica terminalis, dei lilium, delle orchidee vivacemente colorate e del raro Pino nero. Gheppi, poiane e rari lanari, volteggiano in un ambiente generoso e quasi surreale in un’area integra da millenni, costellata di grotte tutte da esplorare. Ammirando i giochi di luci ed ombre della “grotta del muschio”, si gode di uno spettacolo naturale unico e straordinario che culmina nel fragore dell’acqua cristallina della cascata che scende giù, tra poderosi alberi, in una spaccatura del monte, dalle pendici di una roccia sfagliata e levigata dalla forza pulsante dell’acqua.

Mappa dell’Oasi e altre info : http://www.wwfirpinia.it/visita-loasi.html

Written by A_ve

18 Maggio 2015 at 06:05

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VALVA (Sa), Cenni storici, la Villa e il Castello.

IMG_6434  VALVA (Sa), Cenni storici, la Villa e il Castello   /  Valva  appartiene alla provincia di Salerno da cui dista 62 chilometri. Comune dell’alta Valle del Sele, conta 1.767 abitanti (Valvesi) e ha una superficie di 26,2 chilometri quadrati. Sorge a 510 metri sopra il livello del mare. Il municipio è sito in Corso Vittorio Veneto , tel. 0828 796001.  web : http://www.comune.valva.sa.it/

CENNI STORICI su Valva e  il complesso monumentale della Villa D’Ayala-Valva

La Villa dei Marchesi d’Ayala di Valva e l’annesso parco, sorgono nel Comune di Valva, in provincia di Salerno, su un terreno ad andamento degradante, alle pendici del Monte Marzano.   In età romana, il territorio era attraversato da una strada di collegamento Compsa-Volcej, che metteva in comunicazione anche le aree adriatica e tirrenica.   L’inesorabile caduta dell’Impero e la conseguente crisi politica ed economica, comportarono notevoli svantaggi per la popolazione locale, determinando un arretramento degli insediamenti alle falde della montagna: infatti, i numerosi ripari nelle grotte esercitavano una forte attrattiva.  In epoca più tarda, a questi motivi si aggiunsero anche quelli religiosi; nel Medioevo, l’intera montagna si caratterizzò come area sacra, legata al culto dell’Arcangelo Michele.   Nell’epoca normanna Valva è sede di un priorato della grande abbazia di San Benedetto di Salerno, sotto il titolo di San Bartolomeo.   Valva inizia la sua storia sin dal fatidico anno Mille, quando divenne feudo di un signore di nome Gozzolino che, secondo l’uso normanno, traeva il suo predicato dal possedimento stesso. Fu forse proprio lui a far costruire la torre normanna che, pur danneggiata dal sisma del 1980, ancora si erge a guardia del parco. Accanto a essa, sul finire del XVIII secolo (fine del ‘700), un suo discendente, il marchese Giuseppe Maria Valva (morto nel 1831), volle erigere un edificio per villeggiare, che curiosamente riecheggiava, pur in proporzione ridotta, il rinascimentale castello vescovile del Buonconsiglio a Trento.   Nominato da Ferdinando IV di Borbone sovrintendente di tutte le strade e i ponti del Regno di Napoli, dopo aver tracciato la rotabile che da Eboli conduce in Basilicata, Giuseppe Maria si dedicò totalmente alla risistemazione del feudo.   Fra le diverse migliorie messe in atto, grande rilevanza assunse l’ideazione di un giardino che accresceva le attrattive della villeggiatura estiva, avvalendosi dell’opera dei migliori botanici, giardinieri e floricoltori del regno.    Nascono, così, il bosco ceduo, i frutteti, i viali di platani, magnolie e cedri, i due parterres all’italiana, le peschiere, il laghetto e il teatrino di verzura ad anfiteatro capace di mille posti. Un giardino, quello di Valva che sembra compiacersi del proprio essere anacronistico, ignorando – tranne che per la folla di statue mitologiche che lo popola silenziosamente – il sogno neoclassico ingenerato dai primi scavi ercolanensi condotti dal principe d’ Elboeuf e teorizzato in quegli anni dal Winkelmann e dall’ Abate di Saint Non.   Piuttosto che ai coevi esiti paesaggistici del jardin à l’anglaise e alla tersa maestosità d’impronta francesizzante della vanvitelliana reggia di Caserta, Valva, con il suo impianto formale, si propone di recuperare stilemi tratti dalla grande stagione italiana tra manierismo e barocco.     Alla morte del marchese Giuseppe Maria Valva nel 1831, non avendo eredi diretti, la villa passò per via matrimoniale ai d’Ayala, strettamente legati al Sovrano Militare Ordine di Malta.  Gli ultimi lavori ed interventi vennero realizzati pertanto dal marchese Francesco Saverio d’Ayala, fino alla sua morte avvenuta nel 1959;  in mancanza di eredi diretti, il marchese volle donare la villa e tutte le proprietà all’Ordine cavalleresco di Malta cui apparteneva.  L’intero complesso è frutto di una continua azione che la famiglia dei Marchesi Valva e d’Ayala è andata conducendo nei secoli, con continui rifacimenti, abbellimenti, arricchimenti. Di tale continua azione, che secondo alcune fonti fu particolarmente attiva dal XVIII secolo fino ai primi del XX secolo, deriva l’attuale immagine d’insieme del parco – villa – torre.

Il terremoto del 1980 cagionò notevoli danni all’intero centro storico di Valva e soprattutto al Castello e alle annesse pertinenze.   Intorno al 1990, gran parte del centro storico è stato ricostruito attraverso un piano di recupero ideato dall’Arch. Francesco D’Ayala Valva.    A causa della mancata attenzione legislativa nazionale e regionale, il Castello, a tutto il 2010, versava ancora in condizioni di degrado statico ed abbandono; una sola campagna di restauro era stata eseguita dalla Soprintendenza Bap di Salerno e Avellino, direttore dei lavori l’Arch. Villani, intorno al 2010 che ha portato al consolidamento della ‘torre normanna’ e al restauro del salone marchesale.    A seguito della stipula di un protocollo d’intesa tra Ordine di Malta, Soprintendenza e Comune, Villa e Castello sono parzialmente fruibili dai visitatori. Comune e Soprintendenza, nel 2012 si sono attivati per l’ottenimento di un parziale finanziamento per la messa in sicurezza e il recupero dell’ala ovest del Castello, la parte prospiciente sulla piazza Castello. I lavori di consolidamento e restauro in corso sono diretti dall’Arch. Verderosa e saranno terminati entro il 2015.

IL PARCO

Il Parco della Villa, cui si accede da valle, in prossimità del centro del paese, si sviluppa per una misura compresa tra i 17 e i 18 ettari ed è interamente circondata da mura.  Il suo disegno attuale è riconducibile ad una realizzazione del XVIII secolo e di quest’epoca presenta alcune caratteristiche tipiche. Il Parco si configura come un bosco ceduo misto, con una prevalenza di lecci, castagni ed aceri, di grande estensione e, come caratteristico dell’epoca, appunto, come bosco produttivo: esso è solcato da viali pressoché rettilinei ma che disegnano una scacchiera irregolare, dei quali alcuni ripercorrono i tracciati originali altri sono di epoca più recente.  Il parco a funzione produttiva è poi caratterizzato da alcuni episodi verdi, laddove più forte emerge la traccia dell’intervento dell’uomo, che sono fondamentalmente i due giardini all’italiana, quello in prossimità dell’ingresso e quello di pertinenza del Castello, ed il Teatrino di Verzura.  Tutto il parco risulta disseminato di arredi quali fontane, statue, piccole architetture; di estremo interesse è il sistema di caverne e canali, probabilmente risalente ad epoca romana e con funzioni di incanalatura delle acque, che attraversa il parco nella sua estensione.   Per quanto attiene in particolare agli aspetti botanici, bisogna distinguere il grande parco da quelli che sono stati definiti episodi a carattere eccezionale. Il Parco, che occupa quasi la intera estensione della proprietà, può essere distinto, a sua volta, in zone a seconda dell’essenza prevalente.    A questa caratterizzazione delle diverse zone del Parco si sovrappongono viali alberati, di volta in volta, con prevalenza di Platani, Aceri montani, Laurocerasi: sono inoltre osservabili esemplari isolati di essenze, inserite probabilmente nell’Ottocento e con finalità ornamentali, quali cedri, magnolie ed altri. Per quanto riguarda gli episodi eccezionali essi sono – come si accennava – fondamentalmente tre: i due giardini all’italiana ed il teatro di verzura. Il primo Giardino all’Italiana, di ridotte dimensioni, si trova a pochi passi dall’ingresso del Parco, nella zona a valle; il secondo Giardino all’italiana è quello tipicamente disegnato come una unità formale con la Villa, prospiciente il bel prospetto con il porticato a tre arcate; il terzo episodio è costituito dal Teatrino di Verzura, probabilmente di realizzazione Ottocentesca, realizzato con siepi di bosso ed arricchito da busti di figure umane.     Al Parco si accede dalla piazza del Calvario, attraverso un ampio cancello di ferro, ricavato in una torre di stile normanno. Lungo il viale che dall’ingresso s’incontrano due grandi statue d’eroi: Meleagro ed Ercole.  Di Villa d’Ayala colpiscono i giardini adornati di fiori per tutto l’anno e desta grande meraviglia un anfiteatro con tanto di spettatori marmorei. Al centro, in alto, è il palco d’onore ove siedono i personaggi di rilievo. Numerose e profonde sono le grotte di Villa d’Ayala, ornate di statue, come la Grotta dei Mostri, “abitata” da statue d’aspetto orribile.  Davanti al porticato vi sono cinque sculture raffiguranti le arti: la Musica, la Danza, il Canto, la Pittura e la Scultura. Uno scenario da inconsueta bellezza ancestrale caratterizza Villa d’ Ayala. Avvolta in un magico silenzio, si presenta al visitatore come un ambiente quasi irreale, isolato dal mondo esterno. Il parco rappresenta con il suo patrimonio boschivo un autentico polmone verde.

IL CASTELLO

La Villa d’Ayala, detta Castello, ha uno sviluppo planimetrico di circa 600 metri quadrati coperti e si estende in senso nord-sud con sviluppo dalla poderosa ‘Torre’, denominata da alcune fonti Torre Normanna, con certezza la preesistenza più antica del complesso; la ‘Torre’ è alta circa 20 metri, ha copertura piana, dotata da merlature di tipo ghibellino. Una ‘bertesca’ sovrapposta al ‘portale lapideo’ segna l’ingresso dal centro storico; si accede così al cortile interno mentre un porticato, situato ad una quota sfalsata rispetto al ‘cortile’, segna sul lato est l’ingresso dal ‘parco’. Al piano terra, oltre la sala delle armi, va menzionata la bella cucina voltata.  Il piano ammezzato vede una lunga serie di vani tra loro intercomunicanti adibiti, nel corso degli anni, a vari usi; da visitare la ‘Cappella’ ricavata nel piano ammezzato della ‘Torre normanna’, con belle volte arcuate.  Al piano primo, detto nobiliare, un vasto salone affrescato e con un grande camino su colonnine in pietra, ci introduce all’appartamento marchesale; complesso architettonico di notevole interesse, in origine ricco di dipinti, statue, arredi lignei, libri (attualmente depositati presso gli archivi della Soprintendenza).  L’ultimo livello è caratterizzato da un ampio sottotetto (altezze fino a 7 metri da pavimento alla copertura); vi erano varie stanze e bagni con l’iscrizione di nomi femminili su ognuna delle porte lignee. L’intero solaio portante del piano di sottotetto è caratterizzato dall’uso di solai in calcestruzzo armato, dotati di travette ad interasse di circa 120 cm.; il piano risale agli inizi del ‘900 e, certamente, rappresenta la più antica testimonianza dell’utilizzo del ‘nuovo materiale’ nell’area interna campana. Agli altri piani vi erano solai con travi lignee, in castagno massiccio.  La superficie pavimentata complessiva interna è di circa 1500 mq.  Il perimetro superiore di ogni facciata è caratterizzato da archetti aggettanti (memoria della ‘difesa a tiro piombante’) con sovrapposte merlature di tipo ghibellino; agli angoli vi sono cinque torrette (tutte crollate col sisma del 1980, ora alcune in ricostruzione); le ‘torrette’, posizionate in alto e agli angoli del complesso monumentale, sono fornite di fori per la difesa con ‘tiro frontale’ e con ‘tiro di fiancheggiamento’.  Su ogni facciata numerosi sono gli altri fori che richiamano la memoria di ‘arciere’, ‘archibugiere’, ‘balestriere’ e ‘cannoniere’.

(le note sul Castello sono state redatte nel maggio 2015 da Angelo Verderosa in occasione della vista del TCI – CAI; le altre notizie sono state riprese dalla sitografia web della Soprintendenza e del Comune di Valva) _

Written by A_ve

16 Maggio 2015 at 17:13

Il ponte tibetano di Laviano (Sa)

Il ponte tibetano di Laviano (_Sa) è stato aperto in anteprima il 17 maggio 2015 per la visita guidata del Touring Club Italiano -Club di Territorio ‘Paesi d’Irpinia’- organizzata col Club Alpino Italiano; aperto ufficialmente dal 21 giugno 2015.

Riferimenti per l’organizzazione delle visite guidate : Gerardo Gaeta, impresa che ha realizzato il ponte : 338 2851373 _ vicesindaco di Laviano, Alfonso Sabatino : 333 3271718 – 339 3540614 _ Pro Loco Laviano _

Il ponte visto da un drone, VIDEO

Pdf dei cartelli di avvertenze sui quali ci sono anche alcune informazioni tecniche 

Su youtube filmati del ponte interessanti  

Note tecniche sul ‘ponte tibetano’ di Laviano (Sa) a cura di Sergio Paciello, co-progettista strutturale e co-direttore dei lavori.

bignw002348201009072212Il ponte tibetano di Laviano, realizzato nel 2014, ha una luce pari a ca. L = 90,0 m e freccia, in condizioni di massimo carico, pari a fmax = 4,1 m, per una altezza dal fondo del torrente di ca. 65 m. Le testate del ponte si trovano alla medesima quota sul livello del mare, prossima ai 511 m s.l.m..
Si tratta di un’opera estremamente leggera e a ridotto impatto estetico visivo con una forte valenza simbolica e architettonica. La struttura è infatti costituita essenzialmente da cavi in acciaio speciale che corrono da parte a parte del vallone delle Conche e da un piano di calpestio in grigliato antiscivolo che consente di “vedere attraverso”.
La struttura portante è costituita da 4 funi spiroidali ad uso strutturale collaboranti, aventi diametro 32,0 mm, costruzione 1×61, e carico di rottura minimo pari a 970 kN, dotate alle estremità di capocorda chiuso tipo ponte a testa fusa in acciaio forgiato e zincato con grado di efficienza pari al 100% del carico di rottura minimo della fune con sistema tenditore integrato. Il piano calpestabile sarà costituito da elementi di grigliato in profili di acciaio a C stampato a freddo e forato con finitura antisdrucciolo, spaziati tra loro di 5 cm, zincato a caldo.
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domenica 17 maggio 2015 insieme al CAI e al TCI lungo l’Alta valle del Sele

CAI TCI Senerchia Valva Laviano 17 maggio 2015

Una manifestazione dedicata alla bellezza dell’Appennino campano, lungo l’alta valle del Sele, organizzata dal Club Alpino Italiano con il Touring Club Italiano. Appuntamento a DOMENICA 17 MAGGIO 2015; partiremo alle 9,15 dall’Oasi WWF di Senerchia (Av), una meraviglia naturalistica inaspettata;  alle 11,30 visita guidata alla Villa d’Ayala e al Castello di Valva (in restauro); pranzo al sacco e, nel primo pomeriggio, dalle 15,30 visita in anteprima regionale del Ponte tibetano arditamente realizzato sulla gola di un torrente a Laviano (Sa); in prosecuzione (fuori programma), visita al Castello di Laviano a cura dell’Arch. Scirè. A Valva alle 11,30 è previsto il saluto dell’Amministrazione Comunale ai partecipanti e la visita guidata a cura dell’Arch. Villani, Soprintendenza BAP di Salerno e Avellino; a Senerchia è previsto il saluto della rappresentanza WWF, associazione gestore dell’oasi. Il ponte tibetano sarà illustrato dal progettista e dal costruttore.

Per il programma completo (pdf), clicca qui a lato : CAI TCI Senerchia Valva Laviano 17 maggio 2015

E’ la prima manifestazione congiunta a livello regionale di due importanti associazioni nazionali :  C.A.I. e  T.C.I.;  essendo un evento promozionale non ci sono costi da sostenere per i partecipanti. Per dare conferma della partecipazione (ed ottenere la copertura assicurativa da parte del Touring Club Italiano) bisogna inviare una e.mail a : irpinia@volontaritouring.it comunicando i nominativi dei partecipanti e i rispettivi indirizzi e.mail.

Il bus  è riservato ai soli soci CAI in partenza da Avellino; bisogna raggiungere uno o più degli appuntamenti con mezzi propri; la partecipazione è libera ed autonoma; copertura assicurativa per i soci CAI, TCI e per coloro che danno conferma di partecipazione scritta a mezzo e.mail entro e non oltre il 14.5.2015. Eventuali ulteriori comunicazioni saranno aggiornate in questo stesso ‘post’ _  Telefonare ai numeri indicati solo se strettamente necessario. 

Punto d’incontro a Senerchia, indicazioni del WWF : MAPPA GoogleMap, clicca QUI  L’Oasi si trova tra Senerchia e Oliveto Citra (uscita ‘Contursi’ sulla SA-RC) _

Per chi vuole pranzare a Valva : clicca qui

– approfondimenti :

OASI WWF  a Senerchia – sito web clicca QUI

VILLA D’AYALA a Valva –  scheda Soprintendenza BAP clicca QUI  + sito web Villa, castello, centro storico clicca QUI

PONTE TIBETANO a Laviano –  tutto sul ponte realizzato, clicca QUI

valva villavalva

Club Ter. verti. P.Irpinia 20-10-2014 logo email

E.mail : irpinia@volontaritouring.it

No triv bike tour a Gesualdo _ scrive Michele Zarrella

da Gesualdo NO TRIV BIKE TOUR : un post dell’Ing. Michele Zarrella.

La produzione, il trasporto, l’uso dell’energia, ma soprattutto le sue conseguenze sono problemi di grande importanza per tutti noi e per tutti gli abitanti della Terra. Per questo, in rappresentanza della Redazione di ildialogo.org, siamo particolarmente grati agli organizzatori del No Triv Bike Tour per la sensibilità dimostrata riguardo a questi argomenti. Il loro arrivo ci permette anche di dare, speriamo, un modesto contributo al futuro del nostro pianeta.

Il cambiamento climatico c’è sempre stato e esso è basato su un fatto scientifico: l’atmosfera del nostro pianeta oltre all’ossigeno (~21%) e all’azoto (~78%) contiene dei gas (~1%) che hanno la capacità di trattenere il calore inviato dal Sole (slide) che viene riflesso dalla superficie terrestre (infrarosso lungo dello spettro elettromagnetico). Questo fenomeno di trattenere il calore, insieme a quello trattenuto dal vapore acqueo (che indice per oltre il 60%), viene detto effetto serra. Esso è necessario per la nostra vita, perché se non ci fosse la temperatura sul pianeta sarebbe di 18 gradi sotto zero, quindi invivibile per noi. Per millenni e millenni la variazione di questi gas è avvenuta in maniera naturale. La nostra specie l’ha subita adeguandosi volta per volta alle ere glaciali e interglaciali.

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Written by A_ve

4 Maggio 2015 at 07:22

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DAL CICLONAUTA

Il Ciclonauta 2.0 ….alla fatica contadina NO PETROLIO. _ di Claudio Ferraro

Bio Bike Tour Terre di passaggio

…sempre ho cercato di dare un contributo per la salvaguardia e valorizzazione della tipicità Irpina. Dopo un po di anni passati a contatto di questo mondo credo nel “potere del territorio” che potenzialmente l’ entroterra potrebbe esprimere e sono convinto del fatto che la tipicità abbia gli anticorpi giFB_20150320_07_15_54_Saved_Pictureusti maturati con il lavoro paziente, di saggezza e di sapere di antichi mestieri. Tra tutte le figure che si contendono il primato ho scelto il contadino, a cui voglio dedicare questo viaggio.   Un No convinto al petrolio , No ad una economia imposta ed a termine che non conosciamo che “inquinerá” la nostra tipicitá-sapere. Si ad un gioco di squadra tra generazioni: competenze pratiche & competenze teoriche che possa valorizzare e rendere competitive le produzioni di eccellenza, cioè mestieri della Ns cultura che conosciamo. Una sapienza “pregnata” di sapere rodato da molte generazioni che ai gesti e al prodotto finale aggiunge la possibilità del racconto. Ho creato una figura culturale Il Ciclonauta: un viandanteINbici che utilizzando la bicicletta vuole costruire la comunità lenta della tipicità Irpina tessendo relazioni tra la civiltà rurale e la quella urbana. I soggetti sono il contadino ed i cittadini. La civiltà contadina sarà vista da vicino e da lontano. -il contadino da vicino: visite all’ azienda per farci raccontare il mestiere , i prodotti tipici e partecipare al lavoro della terra; -il contadino da lontano: il contadino considerato come manutentore del paesaggio che con la sua maestria fa fiorire per vivere il territorio Irpino grazie a cicloescursioni e soste biogastronomiche. Il ciclonauta visiterà luoghi urbani, famiglie, ristoranti e associazioni culturali dove far conoscere i prodotti del territorio Irpino e trasformarli in piatti tipici della tradizione grazie alla figura di un personal chef. Il ciclonauta utilizzerà un carrettino battezzato “sciaraballo 2.0” per approvvigionarsi dei prodotti stagionali e a km0. Ho scelto questo periodo dell’ anno per intraprendere il viaggio perché, nell’ essenzialità della campagna, del tiepido sole e dei primi profumi primaverili, esso, è animato dalla ritualità ricca di messaggi e simboli che affascinano. E’ decantata ed esaltata la vita. Un grazie ai contadini che mescolando mito e storia, paganesimo e cristianesimo la festeggiano con i simboli del frumento, olivo e vite di cui il contadino è depositario e difensore grazie alla sua paziente fatica, saggezza e sapere. Anche in questo viaggio c’è la presenza dello “sciaraballo 2.0” con cui saranno raccolte le eccellenze dei territori attraversati per donarli alla madonna di Viggiano nel giorno dei suoi festeggiamenti, il 3 maggio_

Written by A_ve

29 aprile 2015 at 14:15

Il Cammino di Guglielmo, 2015

_di G. Pandolfo, Console TCI Campania

Un affiatato ed entusiasta gruppo di soci e amici del Touring Club Italiano ha partecipato alla manifestazione “Il Cammino di Guglielmo” del 25 e 26 aprile 2015.

La manifestazione, a cura del Corpo Consolare della Campania e il Club di Territorio “Paesi d’Irpinia”, ha proposto un fine settimana – parte in autobus con alcuni tratti a piedi – sulle tracce di San Guglielmo da Vercelli che, giunto pellegrino da Santiago e Roma agli inizi del XII secolo, si ritirò prima in eremitaggio tra le montagne dell’Alta Irpinia poi fondò le abbazie di Montevergine e del Goleto. Lungo la valle dell’Ofanto riprese più volte il cammino verso l’imbarco della Terra Santa, agognata ultima meta del suo pellegrinare. Convinto da Giovanni Matera, eremita a S. Maria di Pulsano sul Gargano, restò tra le montagne alle sorgenti dell’Ofanto dove morì nel luogo a lui più caro, al Goleto, nel 1142.

Un Cammino, quello di Guglielmo, sulle orme dei più famosi “cammini” (Santiago di Compostela, la via Francigena, etc.) ma non per questo meno affascinante e suggestivo.

L’obiettivo del Touring dell’Irpinia e della Campania è quello di portare all’attenzione nazionale questo percorso attraverso la verde Irpinia.

Due splendide giornate di sole hanno fatto da cornice a questo “Cammino”.
Accompagnati da Angelo Verderosa, console del Tci per l’Alta Irpinia e responsabile del Club di Territorio “Paesi d’Irpinia”, nella mattinata di sabato visitate le sorgenti di Cassano Irpino ((accolti dal sindaco Salvatore Vecchia), spettacolare “santuario dell’acqua” dove la purezza della fonte viene preservata da apposite coperture che creano un paesaggio interno di grande suggestione), poi il Santuario di San Francesco a Folloni a Montella (fondato, secondo la tradizione, dallo stesso San Francesco) con annesso Museo, molto interessante, quindi alcuni chilometri di “Cammino” da Campo di Nusco fino all’Abbazia del Goleto (cui si sono aggiunti altri soci e amici tra cui Donato cela, vice console del Tci per l’Alto Ofanto, e Camillo De Lisio, socio attivo e volontario del Tci) e con visita della stessa.
Nel pomeriggio di sabato visita di Sant’Angelo dei Lombardi (accolti dal consigliere Verderosa, con passeggiata nel centro storico dal Castello alla Cattedrale) ed arrivo a Contursi Terme con bagno nelle piscine termale.
Domenica, dopo la visita al Santuario di San Gerardo (nella frazione Materdomini di Caposele), arrivo a San Fele (PZ) (accompagnati da Fernanda Ruggiero e dagli amici dell’Associazione “La Strada dei Fiori e delle Preghiere”) con alcuni chilometri di “Cammino” fino alla isolata Badia di Santa Maria di Pierno, accolti da Padre Alberto, nel pomeriggio visita del borgo medievale di San Fele.

QUI altre foto

QUI, altre info sul ‘Cammino di Guglielmo’ 

No trivellazioni

Cari amici e lettori di Piccoli Paesi e amici e soci del Touring Club Italiano,

giovedì 30 aprile alle 18.30 è atteso a Gesualdo il “No Triv Bike Tour”, il tour in bici dei comitati e sindaci no triv. Il tour parte il 29 da Santacroce per arrivare a Benevento; il 30 parte da Benevento e arriva a Gesualdo. Poi prosegue per Muro Lucano fino a Val d’Agri.

Una manifestazione di cui ne sta parlando la stampa oltre i confini provinciali e regionali. Una manifestazione nata per opporsi al progetto Nusco e alle trivellazioni in un’area vocata a produzioni agricole tipiche e riserve idriche strategiche. ( http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/salerno/cronaca/15_aprile_22/no-triv-bike-tour-gesualdo-vini-bellezza-contro-trivelle-0a945766-e906-11e4-8537-e35c9c156610.shtml).

Chi conosce questa terra sa che essa è ricca di acqua e aria pulite, di vini pregiati DOC e DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) e di produzioni IGP (Indicazione Geografica Protetta); sa anche che essa ha dei monumenti storici e architettonici di grande valore e dei panorami bellissimi che si possono ammirare da Frigento, Guardia Lombardi, Nusco…, dal castello di Gesualdo vicino al quale vorrebbero iniziare col primo pozzo esplorativo.

Il tour sarà accolto dal sindaco e da tutta la cittadinanza. Se condividete la manifestazione, per rendere l’azione e più efficace vi invito a venire a Gesualdo. Se verrete con due ore di anticipo vi aspetto sul sagrato della chiesa dei Cappuccini in modo da poter ammirare la Pala del Perdono, spiegare e visitare i luoghi del grande compositore Carlo Gesualdo, per il quale son venuti Igor Stravinskj, Robert Craft, Glenn Watkins, Kathy Toma, Werner Herzog, John Crayton, Salvatore Sciarrino, Roberto De Simone, Giuseppe Chiarella, Giovanni Iudica, Agostino Ziino, Piero Mioli, Pietro Misuraca, ecc. ecc. (impossibile nominarli tutti e me ne scuso) e inserirvi così nella schiera di coloro che son venuti qui per ammirare queste bellezze architettoniche, storiche e paesaggistiche.

Sorridi. Ing. Michele Zarrella PASSA PAROLA

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28 aprile 2015 at 11:30

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INVASIONI DIGITALI

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24 aprile 2015 at 13:22

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IL CAMMINO DI GUGLIELMO, 25 e 26 aprile 2015 : ci siamo !

il cammino di guglielmo Tci

Fine settimana sulle tracce di S. Guglielmo da Vercelli che, giunto pellegrino da Santiago e Roma agli inizi del XII secolo, si ritirò prima in eremitaggio tra le montagne dell’Alta Irpinia poi fondò le abbazie di Montevergine e del Goleto. Lungo la valle dell’Ofanto riprese più volte il cammino verso l’imbarco della Terra Santa, agognata ultima meta del suo pellegrinare. Convinto da Giovanni Matera, eremita a S. Maria di Pulsano sul Gargano, restò tra le montagne alle sorgenti dell’Ofanto dove morì nel luogo a lui più caro, al Goleto, nel 1142.

PROGRAMMA, clicca sul LINK seguente : 2015 04 25 il cammino di guglielmo _def av

COMUNICATO STAMPA, CLICCA SUL LINK SEGUENTE : Comunicato Stampa – Il Cammino di Guglielmo – 25 e 26 aprile 2015

FOTO e NOTIZIE generali sul ‘Cammino di Guglielmo’, precedenti edizioni : https://piccolipaesi.wordpress.com/category/il-cammino-di-guglielmo/

Written by A_ve

23 aprile 2015 at 14:44