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FORUM AMBIENTALE _ AVELLINO 3.11.2013 _ le foto

Written by A_ve

4 novembre 2013 at 12:50

FORUM AMBIENTALE _ ognuno faccia la sua parte _ Il Mattino 4.11.2013

Written by A_ve

4 novembre 2013 at 12:10

Pubblicato su Varie

La produzione vitivinicola di qualità in Campania.

Presentazione del mio libro a Taurasi Enoreca region16 ago 2013 002Una sociologa irpina di origine sannita alle prese con il mondo del vino. Può sembrare un controsenso ma, alla fine, ecco venire fuori un prodotto di tutto rispetto. Un libro (“La produzione vitivinicola di qualità in Campania. Protagonisti e territorio”) che è uno spaccato completo di un settore così importante e strategico per il territorio campano. *

Luciana Palumbo, al suo primo lavoro editoriale, per la casa editrice Mephite, propone, dunque, un libro interessante per chi volesse approfondire il mondo della viticultura in Campania e le vicende dei suoi protagonisti. Analizzando lo sviluppo del settore vitivinicolo campano, reso possibile grazie al consolidamento ed alla diffusione di iniziative imprenditoriali che hanno saputo coniugare i saperi tradizionali con le conoscenze e le tecniche della moderna enologia, l’autrice punta alla focalizzazione delle realtà maggiormente orientate alla qualità.

Sociologia e imprenditoria del settore vitivinicolo: uno strano connubio. Come mai ha deciso di scrivere un libro sul vino?

Se si premette, ad esempio, che il campo di interesse della Sociologia spazia dall’analisi dei brevi contatti fra individui anonimi, allo studio dei processi sociali locali e globali, che nel percorso universitario ho studiato Sociologia dell’organizzazione aziendale e produttiva, che la Sociologia cerca di comprendere il perché della realtà presente a partire dalla conoscenza dello sviluppo storico di tale realtà, allora il connubio con i contenuti del mio libro diventa speciale. Ho avuto modo di osservare direttamente le sequenze che riguardano la produzione vitivinicola: dallo scasso dei terreni, sempre necessario, prima dell’impianto di un nuovo vigneto, alla sistemazione delle barbatelle, alla presa in considerazione dell’ambiente di accoglimento della vite (salubrità dei terreni), all’accompagnamento sempre costante e attento del vitigno fino alla raccolta delle uve.

La vendemmia, il trasporto in cantina, e conseguente trasformazione; la cantina è assai severa, irrimediabilmente abbandona il cantiniere se questi non si adopera nei modi e nei tempi giusti. E poi, l’altra parte del mondo vitivinicolo, la commercializzazione, che ho conosciuto attraverso i maggiori rappresentanti.

Ho afferrato tanto dal compianto Lucio Mastroberardino (Terredora).  “Lucio era una persona di vero pregio. Elegante, sobria, generosa, attenta, cordiale. Mio padre lo apprezzava parecchio sia come persona sia come ‘commerciante’”. Tuttavia la fascinazione per l’universo vitivinicolo viene prima ancora. Ho avuto il piacere di avvicinare l’impegno di chi professionalmente si occupa di marketing aziendale nel settore in questione, e di essere avvicinata dall’abbondanza discorsiva a proposito di note imprese radicate sul suolo nazionale.

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PROPOSTE E NON PROTESTE !

1-ciminiere

PROPOSTE E NON PROTESTE !
Ti aspettiamo ad Avellino domenica 3 nov 2013 alle ore 17

E’ questo lo slogan del Forum ambientale dei comitati, associazioni e cittadini dei paesi dell’Appennino meridionale che presenta, Domenica 3 novembre alle ore 17.00, presso il Circolo della Stampa di Avellino il convegno “Lo sviluppo sostenibile nella valle del sabato” a cura dell’associazione Ambiente e Salute. Dopo il primo incontro “giù le mani dall’acqua, dalla terra, dall’aria, che ha riunito all’Abbazia del Goleto a S.Angelo dei Lombardi 37 associazioni tra le province di Avellino, Salerno e Basilicata continuano gli incontri informativi per gli abitanti dell’Irpinia che vogliono prendere coscienza dei problemi e delle possibili soluzioni.

PROGRAMMA
In anteprima sarà proiettato il videoclip “I Mulini della salute” relativo alla riapertura dell’antico ‘Mulino Corona’ commissionato dall’Amministrazione di Teora, mulino ad acqua con ruota orizzontale e macine in pietra, oggetto di lavori di recupero negli ultimi tre anni con testimonianze di giovani e anziani mugnai della nostra provincia che hanno ripreso le antiche tecniche molitorie del grano e spiegate le virtù della macinazione a pietra. Il video è a cura di Mariano Di Cecilia con G.Maggino, A.Verderosa e Antonio Vespucci.

CONVEGNO
“LO SVILUPPO SOSTENIBILE NELLA VALLE DEL SABATO”

“Il problema ambientale della valle del sabato – dichiara Ambiente e Salute – è stato per decenni oggetto di polemiche, strumentalizzazioni e preoccupazione per le persone che vi abitano. L’ultimo dossier di Legambiente ha classificato Pianodardine tra gli insediamenti industriali «a rischio d’incidente» quindi la compatibilità tra centro urbano e il nucleo industriale di Pianodardine con la presenza di industrie di rilevante impatto ambientale, rappresenta sicuramente un problema da affrontare e risolvere. La triste vicenda dell’ex Isochimica e la certezza dei cento operai che si sono ammalati di tumore per essersi esposti alle fibre di amianto durante il lavoro di scoibentazione delle carrozze ferroviarie, descrive un dramma fatto di sofferenza, solitudine e senso di impotenza sia per le persone colpite dalla malattia sia per i loro familiari. Le istituzioni, innanzitutto, e la società civile poi, hanno a il dovere di dare risposte certe a quelle persone ed ai loro cari. Il convegno vuole essere un importante evento per instaurare un collaborazione con la città capoluogo al fine di risolvere sia i problemi ambientali della valle, sia quelli della città di Avellino”.

Durante il convegno Armando Galdo, medico di base e Salvatore Picariello, ingegnere, membri dell’associazione presenteranno i seguenti argomenti:
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Written by A_ve

2 novembre 2013 at 08:28

Pubblicato su Comitati Civici

DIALOGO

ciucciopolitana 1di AMEDEO TREZZA / Dialogo con Dario Bavaro e Angelo Verderosa

Il riposizionamento geografico, dalla metropoli alla campagna, e il riposizionamento esistenziale, da un modello di consumo post-industriale al tentativo di perseguire un modello impostato sull’auto-sostentamento critico, segna la nostra realtà come uno dei punto di resistenza nel contesto della spopolamento e dell’abbandono delle campagne meridionali, in questo caso cilentana.

Il gesto di riposizionamento è volontà di dimostrare la sostenibilità della scelta di riabitare luoghi abbandonati. È gesto consapevole di una azione in controtendenza, per questo difficile ma allo stesso tempo percepito come necessario, preso atto anche della impossibilità di perseverare nel modello di provenienza.

Questo luogo pertanto e inoltre è anche luogo di frontiera nella misura in cui si tratta di un riposizionamento percepito dall’esterno (da cui si proviene) come decentrato rispetto ai flussi sociali ed economici principali e dall’esterno (in cui ci si inserisce) come un riposizionamento decontestualizzato ed errato poiché frutto di una scelta imprevista della quale non si comprendono appieno le motivazioni.

Inoltre la criticità dell’effetto frontiera è giocata anche sul versante delle aspettative di resilienza la cui riuscita dipende da un difficile felice incontro di resilienze, quella personale o del nucleo familiare (esistenziale) e quella del luogo nuovamente abitato (potenzialità dei luoghi).

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Written by A_ve

29 ottobre 2013 at 16:48

Andar Per Castelvetere: Aglianico, Grecomusc’, Pecorini di Laticauda e Caciocavallo Impiccato

Andar Per Castelvetere: Aglianico, Grecomusc’, Pecorini di Laticauda e Caciocavallo Impiccato

DIARIO DI UN’INTENSA GIORNATA NEL BORGO DI CASTELVETERE (AV) _ di ANNITO ABATE *

per leggere l’articolo e sfogliare le foto, CLICCA QUI

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* Annito Abbate è architetto e sommelier; scrive di cultura del cibo e del vino su diversi blog e magazine; l’articolo ripreso da ‘Piccoli Paesi’ è stato pubblicato su ‘Luciano Pignataro Wineblog’.

“visitabili” : CASALE IL SUGHERO, Vibonati

Con ‘Piccoli Paesi’, ieri pomeriggio 27 ottobre 2013, abbiamo visitato IL CASALE ‘Il SUGHERO’ a Vibonati, nel Cilento. Abbiamo ritrovato Amedeo Trezza, filosofo che ha abbandonato Napoli e la ricerca Universitaria per una vita altra (e migliore); con Amedeo avevamo fatto conoscenza a ‘Cairano 7x’ nel 2009, poi i contatti si rinnovavano via web. Abbiamo trovato una struttura eccezionale condotta da persone che hanno sposato la terra. Letizia e passione. Solo andandoci di persona, sedendosi sul grande terrazzo proteso verso il mare del Cilento, scendendo nell’orto e soprattutto ascoltando Amedeo e la sua sposa, si inizia ad entrare in un vero miracolo rurale che era dato ormai in via di estinzione.  ‘Il Sughero’ non è la solita finta struttura agrituristica dove si propongono case rurali e poi c’è il servizio frigo, l’aria condizionata e la piscina… Al Sughero si vive della terra e per la terra!  Ci si ritrova in un laboratorio di ricerca…  Siamo in un edificio ristrutturato e ricavato dal un vecchio stazzo, utilizzando principi di bioarchitettura, dotato di approvvigionamenti energetici sostenibili e puliti e realizzato con materiali tradizionali e di recupero.  Siamo in una piccola fattoria che ospita nel terreno di pertinenza le coltivazioni essenziali per un auto-sostentamento come un frutteto di frutti antichi, aiuole destinate ad un orto sinergico ed a tentativi di agricoltura biologica naturale e integrata col territorio. Un ‘economista illuminato’ come Pasquale Persico ha descritto questa struttura come un punto-rete / osservatorio nella ‘città diffusa’ del Parco del Cilento, la Città del Parco, ora Città del Quarto Paesaggio, mirando a proporre laboratori seminariali ed eventi culturali da vero e proprio Ateneo Nomade del Cilento… (vedi il video: http://vimeo.com/36402141).  Casale Il Sughero nella sua destinazione ricettiva si prefigge l’obiettivo di offrire un servizio culturale e di tutoraggio naturalistico / escursionistico e artistico / antropologico sul territorio creando diversificazione nell’offerta. TORNEREMO A BREVE AL SUGHERO CON L’INTENTO DI SOGGIORNARE UN FINE SETTIMANA IN MODO DA PRENDERE LA CIUCCIOPOLITANA.

info : http://www.casaleilsughero.com

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a.v.

Written by A_ve

28 ottobre 2013 at 19:27

Contadini per un mondo migliore

L’Espresso di questa settimana (31 ottobre 2013) dedica un ampio servizio al boom di iscritti alla facoltà di Agraria. La terra rimane l’unica risorsa dei territori dell’entroterra appenninico. Anche in Irpinia è tempo di valorizzare questa vocazione dicendo basta alla speculazione energetica a danno del nostro habitat e del nostro paesaggio.  Leggi l’articolo intero in pdf.

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LEGGI L’ARTICOLO INTERO (pdf)  green_universiti

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Written by A_ve

28 ottobre 2013 at 18:25

FUOCHI FATUI

27.10.2013 _ il Comitato NO PETROLIO in Irpinia in visita in Val d'Agri.

27.10.2013 _ il Comitato NO PETROLIO in Irpinia in visita in Val d’Agri.

Mentre la Campania brucia di rabbia tra roghi tossici e coscienze accese da un rigenerato impegno civile, per l’Irpinia si profila all’orizzonte l’oscuro destino della petrolizzazione, in un silenzio fragoroso di indifferenza e disimpegno.

I progetti di ricerca di idrocarburi attendono il completamento degli iter autorizzativi e l’incertezza sugli esiti apre ampie discussioni sui possibili scenari che potrebbero profilarsi. Il dibattito, in corso da mesi, sembra scadere purtroppo solo in superficiali valutazioni di merito, senza offrire invece spazio ad una puntuale considerazione sui possibili effetti negativi sulla salute e sull’equilibrio ambientale che il petrolio potrebbe andare ad alterare.

Le valutazioni degli esperti non lasciano dubbi sull’incidenza dannosa del petrolio sui territori interessati dalle estrazioni, con riferimenti allarmanti sull’aumento delle malattie e sull’aumento dell’inquinamento.

Il Prof Sabino Aquino, interessato dal Comitato No Trivellazioni Petrolifere in Irpinia per offrire delle osservazioni al progetto per il pozzo esplorativo Gesualdo-1, sottolinea nelle sue conclusioni l’assoluta incompatibilità dell’Irpinia con pratiche di ricerca o sfruttamento degli idrocarburi. La struttura geologica irpina presenta una originale composizione di elementi che ne rendono una consistenza assai fragile e vulnerabile. Il reticolo idrografico sotterraneo, variegato ed esteso per centinaia di chilometri quadrati, viene descritto come una vera e propria spugna che assorbe e rilascia facilmente ogni sostanza con la quale viene a contatto. Il sottosuolo irpino, già interessato da fenomeni di subsistenza, alimenta attraverso le proprie acque sotterranee il complesso sistema delle sorgenti che a loro volta consentono, attraverso i vari acquedotti, l’approvvigionamento idrico di Napoli, della Puglia e della Basilicata. Dalla facile considerazione di queste osservazioni sorge spontanea la domanda su quale sia la reale necessità di esporre un territorio così vulnerabile al rischio di inquinamento, inevitabilmente collegato, alle ispezioni e trivellazioni petrolifere, che necessitano dell’uso di ingenti sostanze chimiche per le operazioni di perforazione del sottosuolo.

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Written by A_ve

28 ottobre 2013 at 07:46

i consigli di Antonio Romano

i consigli di Antonio Romano _ Ciao a tutti, come sapete, mi piace molto fare dei viaggi nel raggio di pochi chilometri da casa per vedere posti che, pur essendo vicini, possono apparire lontani. Sapete inoltre che una delle mie passioni è girare per aziende piccole e grandi alla ricerca di tutto ciò che di bello e di buono si fa nelle nostre terre. _ Qualche giorno fa sono stato a Grottaminarda presso l’azienda Dolci Terre da Francesco ed Antonio De Luca che, con molta fantasia e molto coraggio, hanno ripreso una vecchia tradizione locale. Ovvero la produzione del torrone, tipo dolce terrone… Devo dire che quel che ho visto è semplicemente favoloso. http://www.dolciterre.it/index.php?option=com_virtuemart&Itemid=136&lang=it _ Un bellissimo laboratorio dove si producono prelibatezze di ogni specie, due giovani che hanno il merito di reintepretare in chiave moderna quella che è un’attività tradizionale.

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Written by A_ve

22 ottobre 2013 at 13:35

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La montagna: una risorsa tra passato e futuro

Written by A_ve

18 ottobre 2013 at 17:58

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