dall’Irpinia all’Emilia _ Nusco 29 9 2012
ALTRE FOTO sono su Facebook sulla bacheca di Gianni Marino : http://www.facebook.com/media/set/?set=a.4285775635559.162744.1621450421&type=1
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New L’Americana … from Calitri
e ARTE
Spaghetti … Spaghetti & ARTE was an indirect omaggio to the films of Clint Eastwood and Sergio Leone, that sub genre of low-budget Italian Western films of the ’60s – Spaghetti Westerns. And for the legendary (and oft imitated but never mastered) Moscaritolo family recipe for ‘sughetto’ & spaghetti.
(Don’t kidd yourself, people came from miles just to eat it …)
As every film buff / geek knows, Spaghetti Westerns were known for their cheap locations too, having been shot mostly in Spain. And so, to organize an art-gallery event with zero money, little or no lighting, the images hung on found nails, wire and door handles: you could almost hear Ennio Morricone’s lone-hero music drifting through the alleys.Of course few people got this but me. Not to mention the usual rival between outlaw gangs (vicinettis vs. the art crowd?) though that was just the beginning, or the end, depending on how you framed it …
Even so, the’Serato Evento’was another
Teresa’s Tabacaria another tableau
Makardia, musica e storie d’amore e tranzumanza L’Americana local-girl-makes-good event.
There is a strong grassroots movement in these parts of Eastern or Alta Irpinia now to (re)valorize a historically neglected and certainly very far off the beaten path land, landscape & possibly vanishing culture – Teresa’s 90 year old Tabacaria on via Fontana, the epicenter of the event, never looked better nor attracted more attention…
Irpinian towns are few and far between with strong individual identities traditions and yes, dialects. Well, even spaghetti and how you make it, is different in every town.
To keep up on the goings on in these parts follow blogs like Piccoli Paesi or the cultural initiatives and happenings of CARBONARIA of Aquilonia & Bisaccia or the photography and artisan events in Lacedonia and Cairano 7xPosted By L’ Americana to L’Americana
nuovo materiale etnografico cilentano: trebbiatura a trazione animale
FUTURO ARCAICO, I LAVORI AGRICOLI A TRAZIONE ANIMALE:
la ‘pisatura’ dell’avena a Vibonati, lavoro etnografico realizzato dall’osservatorio socio-ambientale Casale Il Sughero nell’ambito del progetto di Cultura e Ospitalità Rurale – Laboratori della Città del Quarto Paesaggio/ La Città del Parco:
Buona visione! Amedeo Trezza _ nel tempo dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario
DALL’IRPINIA ALL’EMILIA
DALL’IRPINIA ALL’EMILIA
INVITO per tutti ma soprattutto per quanti hanno partecipato dal 1988 ai Viaggi della Festa de L’Unità – oggi Democratica – di Nusco.
Vi aspettiamo per una discussione fuori dal coro sul valore della SOLIDARIETA’ con lo scrittore Giovanni Iozzoli e il resoconto alla cittadinanza della sottoscrizione e dell’incontro nella tendopoli di Cavezzo.
gianni marino
lungo la via micaelica
Ieri, 20 settembre 2012, è arrivato a Benevento il camminatore solitario: Michele Del Giudice, presidente CAI Foggia, che l’11 giugno scorso ha intrapreso un viaggio a piedi dalla Normandia fino al Gargano lungo la via Micaelica.
Il percorso si snoda in 97 tappe per un totale di 2412 chilometri. La tabella di marcia prevede una media per tappa di 25 km circa e un totale di 14 giorni di riposo.
L’impresa si inserisce nel contesto della ripresa dei sentieri di antichi pellegrinaggi e vuole dare un impulso importante e concreto alla delineazione della Francigena del sud. Il Club alpino cittadino da 6 anni sta lavorando alla realizzazione del tratto competente con la nota manifestazione di fine Aprile “il cammino dell’Arcangelo” sentiero unitario da Benevento al Gargano che ogni anno si propone con grande partecipazione di camminatori provenienti da tutt’italia e anche dall’estero.
Il camminatore solitario è fornito di ausili tecnici tali da tracciare il cammino e stabilizzare il percorso per una proposta concreta di realizzazione della francigena del sud.
THE END
Non è un azzardo dire che gli attacchi sono stati decisi con precisione inaudita. L’occhio fisso all’orologio. Quando si procede per queste strade i tempi sono essenziali, fondamentali. Si cronometra al secondo. Quello che doveva essere lo scopo finale, gli obiettivi sensibili da colpire, doveva essere raggiunto e raso al suolo senza alcun ripensamento. A monte la preparazione è minuziosa. Ogni cosa al momento giusto, il “progetto distruzione” doveva, però, essere percepito poco o niente. Meglio niente. Per questo si è tentato di sviare l’attenzione su altri argomenti. Si è cercato di fare disinformazione. Si è mossa la gente verso altri problemi. Si è alzata la polvere attorno a casi creati ad arte. Ogni passo da fare viene contato, come se non ci si potesse allontanare mai dallo scopo. Vietato tornare indietro. Quando si prende una decisione, qualunque essa sia, a qualunque costo, questa deve essere portata a termine. Eppure sembra una giornata come tante. Il periodo è lo stesso. Anche il tramonto sembra uguale. Settembre. Forse anche la data è evocativa. Ma il forse in questo caso è un eufemismo. Sembra tutto uguale ma lo scenario è diverso. Si snoda e si lancia a milioni di kilometri da Manhattan. E’ l’undici settembre. L’undici settembre delle genti d’Irpinia.
per il nostro paesaggio
PER IL PAESAGGIO CAMPANO _ _ _ Appello e proposte delle associazioni
Il Disegno di legge “Norme in materia di tutela e valorizzazione del paesaggio in Campania” presenta, con ogni evidenza, alcuni aspetti poco convincenti.
L’incertezza di alcuni assunti contenuti nel testo e l’esplicita soppressione di alcune norme e diversi vincoli paesistici, fanno emergere il convincimento che, lungi dal “tutelare” e “valorizzare” il paesaggio regionale, tale Disegno di legge che si appresta ad essere approvato dal Consiglio Regionale della Campania, consentirà una nuova aggressione ai paesaggi, soprattutto a quelli di pregio e più remunerativi per gli appetiti privati.
La non chiara definizione dell’oggetto specifico del Disegno di legge, nel quale il “paesaggio” è ingenuamente confuso con “ambiente” e “naturalità”, è inevitabilmente prodroma ad una non corretta azione di tutela, al di là del fatto che diversi ambiti di tutela vengono addirittura soppressi da un Disegno di legge che nel almeno nel titolo afferma tutt’altro…
Il questo senso le associazioni firmatarie di questo documento sollecitano la Regione ad una modifica di sostanza del testo di legge e si impegnano fin da ora a produrre specifiche proposte in tale senso.
Allo stesso modo si fa appello alle forze politiche (di opposizione, ma non solo) di intercettare le preoccupazioni fondate di cui ci si fa portatrici, contribuendo ad una correzione di rotta in grado di riportare la tutela e la valorizzazione del paesaggio all’interno del quadro tracciato da altre, e più virtuose, normative regionali e nazionali, nonché ad un’interpretazione corretta della Convenzione Europa del Paesaggio.
Il gruppo irpino MAKARDìA a “il Tenco ASCOLTA”_premio Tenco 2012
Dopo le serate di Laigueglia (Savona), Piombino (Livorno) e Montesilvano (Pescara), che hanno visto tutte un grande afflusso di pubblico e un’alta e apprezzata media qualitativa degli artisti, farà tappa a Napoli “Il Tenco ascolta”, l’ormai consolidato appuntamento in cui il Club Tenco invita alcuni nuovi talenti ad esibirsi in vari luoghi in tutta Italia per farsi meglio conoscere sia dal pubblico che dal Club stesso. Gli artisti sono selezionati tra le centinaia che ogni anno spediscono il proprio materiale alla segreteria del “Tenco”.
A Napoli si terranno due serate, il 18 e 19 settembre, alle 21, al Teatro Trianon, in piazza Vincenzo Calenda 9. Presenta Antonio Silva e l’ingresso è libero.
Tra gli 8 selezionati per la tappa napoletana, il 19 ci saranno gli irpini Makardìa, il gruppo musicale guidato da Filomena D’Andrea alla voce, alla chitarra e alla fisarmonica, accompagnata da Enzo Perna e Virginio Tenore.
Makardìa è un termine dialettale delle parti di Aquilonia, usato in contesti differenti, per auspicare l’aiuto di Dio (“magari a Dio!”) oppure per dire “non importa, non fa niente…”
È il dialetto, che perde una corda al giorno, ad essere privilegiato, ma non solo, perché Makardìa gioca con le lingue e i loro suoni, fa giri in musiche della tradizione popolare italiana e non, e allo stesso tempo porta avanti il suo progetto personale e originale, sul confine tra il folk e la musica leggera: suonare le proprie canzoni. I testi e la musica sono scritti da Filomena e cantano leggende, tradizioni, sogni e problematiche sociali quali la migrazione e il caporalato, come hanno dichiarato sulla loro canzone Armando, scelta per i titoli di coda del cortometraggio di Luca Miniero “Il sogno di Armando”: « A difesa di tutta la gente che si ammazza di lavoro senza essere giustamente rispettata e retribuita, Armando è prima di tutto una canzone contro il “caporalato”, fenomeno tanto diffuso nelle terre del nostro paese che si servono di molta manovalanza straniera. Armando è Karim, Muhammad, Said, Abdallah, nomi impronunciabili dai loro padroni che, “possedendoli”, si sentono anche in diritto di cambiar loro i nomi. Armando è Rosa, Tonino, Maria, Michele, che prendono 20 euro al giorno per un’intera giornata di lavoro. Armando è un inno al rispetto reciproco e un urlo a continuare, andare avanti, nonostante le difficoltà, combattendole queste difficoltà, per la dignità dei lavoratori e dell’uomo.»



























