LA TERRA è stanca / l’artista Giovanni Spiniello in mostra ad Avellino
La favola dell’Uccello pavone racconta: la terra è stanca
Giovanni Spiniello, Circolo della Stampa, Avellino 7 dicembre 17.30
Il 7 dicembre, alle ore 17.30, presso il Circolo della stampa di Avellino, si inaugura la mostra di Giovanni Spiniello “La favola dell’uccello pavone racconta: la terra è stanca” che durerà fino al 18 dicembre. All’entrata l’artista accoglierà con l’installazione dell’Uomo Sedia i lavoratori dell’Irisbus, le associazioni e i partecipanti alla “La vita non la tieni cchiù” che risponderanno alla “chiamata” – l’antico canto suonato ai tempi delle cinque guerre nazionali in cui lottarono e morirono i contadini meridionali – che accompagnerà una marcia silenziosa che parte dalla Villa comunale e arriverà alla fine di Corso Vittorio Emanuele. Lo Spirito del Re Albero si trasforma per accogliere i lavoratori – a un anno dalla chiusura dell’Irisbus – e chiede una pausa di riflessione prima di intraprendere il lungo cammino che li porterà, in più tappe, alla Giornata del Silenzio il 22 dicembre. La funzione dell’arte nel sociale, dell’arte come strumento collettivo non solo di denuncia, ma anche di spazio di costruzione comunitaria è una strada che Giovanni Spiniello persegue dagli anni ’60 e che ha scelto di percorrere coniugando sperimentazione e tradizione e accostando le favole e il mondo contadino della sua Irpinia ai temi della denuncia sociale e ambientale.
Al via un Programma Nazionale per i Piccoli Paesi dell’Appennino
Al via un Programma Nazionale per i piccoli paesi e le aree interne.
Si parlerà di Borghi e di programmi di sviluppo socio economico dei piccoli comuni nelle aree interne del nostro Paese al seminario organizzato dal Ministro Fabrizio Barca il prossimo 15 dicembre a Roma.
In tale sede, verranno infatti presentate e discusse strategie e obiettivi della nuova programmazione per le Aree Interne – in via di definizione in questi mesi da parte del Governo Italiano – che costituirà una delle direttrici del futuro ciclo di programmazione nazionale e comunitario per il periodo 2014-2020.
Da parte nostra non possiamo che essere particolarmente lieti per essere stati invitati tra i relatori della giornata,ma soprattutto per aver contribuito in questi anni ad animare la discussione e lo scambio di esperienze su queste tematiche anche nell’ambito delle varie edizioni dell’Evento Borghi & Centri Storici al MADEexpo di Milano. Ma vogliamo condividere questa soddisfazione con tutti coloro che in questi anni si sono “affidati” a noi per lo sviluppo delle iniziative e con quanti, e sono davvero tanti(*), hanno contribuito a sostenere e patrocinare i nostri Eventi apportando conoscenze ed esperienze che hanno permesso di delineare un quadro quanto mai ampio ed articolato di iniziative di recupero e valorizzazione socio-economica di questi contesti – molte già realizzate, altre in cantiere – dal nord al sud della penisola.
Lo stesso Ministro Barca, in occasione della sua partecipazione all’ultima edizione del nostro Evento al MADE aveva, in qualche modo, anticipato il varo di questa importante programmazione che potrà riversare nel prossimo futuro i suoi effetti tanto sul versante imprenditoriale e occupazionale che su quello della qualità degli interventi di recupero e dei processi amministrativi messi in campo dalle amministrazioni centrali e locali, partner essenziali di qualsiasi iniziativa di programmazione e di sviluppo in questi contesti.
La sfida non sarà delle più semplici e comporterà nei prossimi mesi un processo importante di programmazione e progettazione delle iniziative anche a scala locale, da svolgersi alla luce delle indicazioni e degli strumenti che verranno immaginati e messi in campo per sostenere e accompagnare, a livello nazionale, le progettualità che si svilupperanno in tale direzione nei diversi contesti.
Una progettualità che dovrà sforzarsi di integrare le varie dimensioni delle politichedi intervento. Non è un caso, infatti, che al seminario del 15 Dicembre sia prevista la partecipazioni dei titolari di diversi Ministeri: da Renato Balduzzi a Mario Catania, da Elsa Fornero a Francesco Profumo.
Continueremo a tenervi informati sugli sviluppi di tale iniziativa al fine di condividere idee, stimoli progettuali ed esperienze in grado di apportare ulteriori contributi per favorire lo sviluppo di queste progettualità sicuramente utili al nostro Paese per uscire dalla crisi ed affrontare il futuro in modo più coeso ed allo stesso tempo più competitivo.
Clicca qui per scaricare il comunicato ufficiale del DPS sul seminario “Nuove strategie per la programmazione 2014-2020 della politica regionale: le aree interne” e il programma provvisorio degli interventi.
(*) Molteplici sono gli Enti, le Istituzioni, Università, le Associazioni e le Imprese che hanno patrocinato l’Evento “Borghi&Centri Storici” nel corso degli ultimi tre anni: Anci, Federlegnoarredo, Legacoop, Touring Club Italiano, I Borghi più Belli d’Italia, Borghi Autentici d’Italia, Associazione Nazionale Alberghi Diffusi, Borghi Vivi, Associazione dei Paesi Bandiera Arancione, Bioarchitettura Onlus, Antoitalia, Il Sole 24 Ore, Legambiente, Federculture, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero dell’Ambiente, Ministero del Turismo, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Centro di Ricerca FOCUS, Università La Sapienza, GBC – Green Building Italia, Unitel, Invitalia, The Plan. Ma tantissime altre sono le realtà territoriali, professionali, associative ed imprenditoriali che nel corso dei tre anni della manifestazione hanno contribuito ad animare la discussione apportando contributi ed esperienze e. A tutti va il nostro ringraziamento.
fonte : BORGHI srl
nove quarti di luna a Castelfranci
L’Associazione Libero Pensiero Irpino Giordano Bruno, l’Archivio Storico CGIL di Avellino, le Ceramiche d’arte Terra Leonum con il patrocinio del Comune di Bagnoli Irpino presentano il libro “Nove quarti di luna”, diario di un viaggio in Equador, di Agostino Arciuolo. L’appuntamento è per Venerdì 30 novembre 2012, alle ore 18.00, presso la sede dell’Associazione L.P.I. Giordano Bruno a Castelfranci (Av).
L’Americana Il Brachetto di Girolamo Caruso
Girolamo Caruso pausing to talk with L’Americana about his Brachetto
Of deep grottos & red wine, it’s a man’s world…but they don’t mind a certain breezy American woman stopping bye every now and then to taste their wares.It was a mild October evening. I happened to park my car on via Concezione just outside the red cantina door near via Fontana. The aroma of must meant the fruit was being crushed, so I poked my head in to say hello. Girolamo Caruso and friends were making their wine, taking turns hand cranking the press, clink t’ clink t’ clink, as the crimson elixir trickled down the spout…
Il Brachetto di Girolamo is clear dry and, well, quite close to perfect. It has just a hint of the sparkle that spumanti offers without being too sweet. It’s fruity, even a little breezy…frizzante.
Calitrani men are a notoriously quiet and shy around breezy American woman. But somehow Girolamo and I made it fun. After all it was the vendemmia. TreRota’s were buzzing up and down the vias and vicolos hauling the vineyards luscious bounty, with smiling happy men. (Ever ridden in the cab of a Ape? It’s a bit tight. You need to be comfortable with the old guy driving or it could get embarrassing… zio Giovanni was my first. Generally only the wives are given the honored and very narrow spot (there is only one rickety bench seat) and sometimes not even then. The joke goes, or went, that some wives were made to ride in back, but I don’t believe it.)
In Campania wine producing is an ancient passion, and the crushing of the fruit is still a pretty primitive affair in the deep tufa grottos around Calitri. Stained hands work the presses, plastic basins and jugs hold and pour the wine. But it is a labor of love by and for men, for most Calitrani women rarely drink wine. Unleashes the passions of lovers, they say. Enough said.
I kept shooting. And Il Bracchetto di Girolamo and friends kept flowing …–
Posted By L’ Americana o L’Americana
UNIONE TRA 5 PICCOLI PAESI / sull’appennino bolognese
LA PRIMA CONSULTAZIONE PER CHIEDERE AI CITTADINI DI UNIRSI SOTTO UN SOLO «CAMPANILE»
Quelle «nozze» tra cinque sindaci
Valsamoggia, Emilia: cinque piccoli paesi pronti a fondersi «per essere più forti». Domani il referendum
SAVIGNO (Bologna) – Tutti depressi, al bar Stella d’oro. «Un brindisi per il nostro ultimo giorno», è giù un altro calice di rosso. Ogni bicchiere è un addio, recitato con toni da melodramma che per fortuna si sciolgono in una risata. «In fondo non muore mica nessuno» dice il proprietario Adriano Nanni, che pure, a rigor di logica, sarebbe il capo dei trecento arditi che con le loro firme hanno cercato di fare fronte «al progetto contronatura», così lo definisce un volantino appoggiato sul bancone per attirare l’attenzione del viandante.
La Valsamoggia, tendente al rosso per fede politica,domani sarà chiamata a una scelta difficile. No, non quella . Un’altra, che riguarda solo i destini di questo stupendo angolo di Emilia, una manciata di paesi che dall’alta pianura a ovest di Bologna si arrampicano sulle ultime colline dell’Appennino verso Modena. «Bello, vero?», Augusto Casini Ropa, primo cittadino di Savigno, si compiace del paesaggio. «Magari questo matrimonio ci aiuterà a farci conoscere in giro». La metafora nuziale è leggermente forzata, ma tra i favorevoli alla fusione tra i comuni di Bazzano, Crespellano, Monteveglio (gente di pianura, vocazione industriale), Castello di Serravalle e Savigno (gente di collina, tartufi e altre prelibatezze ) gode di una certa popolarità. Nel suo piccolo anche questa domenica di provincia andrà ricordata. Michela Zanna, sindaco di quella Castello di Serravalle in possesso del maniero simbolo identitario della vallata, avverte il peso della prima volta. «In Italia non era mai successa una cosa del genere, altro che primarie». Nel Paese delle divisioni perpetue non si era ancora visto un referendum «inclusivo» che propone l’unione di cinque realtà diverse in un unico Comune da trentamila abitanti, una Valsamoggia 2.0 con cinque opzioni per il nuovo nome, da scegliere nel segreto dell’urna.
32 ANNI FA
QUESTA FOTO E’ TRATTA DALLA MOSTRA FOTOGRAFICA “FATE PRESTO”, a cura di Mimmo Jodice e in esposizione permanente presso la Villa d’Ayala a Valva (Sa). Il ragazzo che si vede tra le macerie si salvò.
foto seguenti :
LIONI, il giorno dopo / VILLA d’AYALA, la mostra fotografica permanente / credits mostra


Al via un Programma Nazionale per i piccoli paesi e le aree interne.







