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L’Americana C’era Una Volta – Presepe Vivente

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Casa dei Poveri

I thought I would flash back to a Presepe Vivente from a few years ago in classic B/W. It was Christmas 2006, my first in the town, and the Centro Storico was alive with adults and kids preparing for the annual live manger scene played out in a cavernous cave on via Alfonso del Re. Hundreds of people from around Irpinia travel to Calitri each year to snake through the natalizia dressed narrow streets of the old village to view the Holy Family nestled deep inside the grotto filled with hay, kept warm by their sleeping animals, among other offerings …

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The manger’s donkey hesitates…
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Boys in costume
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Falengami

Along with the live manger – complete with the visitation of the 3 Kings – empty houses stone grottos and rooms are dressed out in late 19th century scenes; the butcher the baker and the candlestick maker … with Calitrani playfully playing the costumed parts. There are baby angels caroling to the live Baby Jesus …chestnuts roasting, traditional singing and dancing, plenty of imbibing and eating that continue
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Written by A_ve

24 dicembre 2012 at 09:23

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Invito al Complesso Castellare di Summonte 26 Dicembre 2012

“Vento d’Irpinia: l’Irpinia e i nuovi approcci culturali e turistici”

26 dicembre 2012 – ore 18.00 Complesso Castellare di Summonte (AV) – sala conferenze

Il Complesso Castellare di Summonte, attualmente gestito dall’associazione di promozione sociale “Percorsi culturali”, apre eccezionalmente a Dicembre, inserendosi nel fitto calendario di attività ed eventi legati alle festività natalizie del Comune di appartenenza.

Si ripropone come luogo di incontro e socializzazione in un momento festivo e conviviale,

presentando, in collaborazione con il Comune di Summonte, “Vento d’Irpinia”, una tavola rotonda tra alcuni degli attori protagonisti dello scenario turistico-culturale irpino, che si confronteranno sulla tematica: l’Irpinia e i nuovi approcci culturali e turistici.

Sarà un’occasione di confronto e coesione che punta a mettere a sistema le potenzialità legate al territorio in termini di investimenti produttivi sui settori dell’innovazione tecnologica, del turismo, commercio e servizi, applicando una politica di cooperazione tra enti, società e associazioni che operano sul campo.

Un pomeriggio, dunque, dedicato a incontri-dibattito, video proiezioni, documentari, aventi un unico filo conduttore: l’Irpinia.

A conclusione dei lavori, un’ensemble musicale a cura di “Il Terzo Eccetera”, allieterà l’angolo dei sapori.

Written by A_ve

24 dicembre 2012 at 09:22

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Che cos’è un pomodoro?

Del pomodoro e della sua identità…

A questa semplice domanda verrebbe facilmente da rispondere che si tratta di un ortaggio, non di origine europea ma che giunse qui da noi secoli fa dalle Americhe. Altri risponderebbero con una descrizione, un alimento dal sapore acidulo e dolce di colore rosso e succoso. Un botanico risponderebbe che si tratta del frutto di una solanacea, un gastronomo che è un ingrediente importante per molti piatti cucinati e crudi della dieta mediterranea, un contabile di un supermercato che è un prodotto, un bene di consumo che trova posto negli scaffali dedicati ai prodotti freschi, un contadino mediterraneo affermerebbe che è la base dell’alimentazione estiva e che è importantissimo per le conserve destinate all’inverno.
Potrei continuare ancora per molto, ma mi interessano gli ultimi due punti di vista, quello del supermercato e quello del contadino. È possibile che lo stesso oggetto sia definito così diversamente, significhi cose così diverse per queste due figure? Ovvero una merce, un prodotto destinato alla vendita e d’altra parte invece la speranza di sostentamento invernale per una famiglia di contadini?
La domanda non è infondata, infatti viene quasi il sospetto che non stiamo parlando della medesima cosa. Sebbene portino lo stesso nome i pomodori che trovano posto nel bancone di un supermercato e quelli che crescono testardi in un orto tradizionale di un ancor più testardo contadino che li coltiva per sostentare sé e la sua famiglia infattinon sono la stessa cosa. Sono due oggetti diversi. È diverso il loro colore, la loro forma, le loro dimensioni, il loro odore e soprattutto il loro sapore. L’uno si consuma, l’altro si mangia, l’uno è una merce, l’altro un bene.
Ma non è tutto, perché col loro sapore diverso veicolano una differenza ancora più importante, quella di valore. Mentre i primi sono anzitutto e perlopiù investiti di un valore economico, di merce, ovvero di oggetto di scambio di denaro, i secondi posseggono e mostrano un valore piuttosto identitario: i primi sono oggetti globalizzati, strumenti di guadagno, i secondi invece portano con sé la specificità del luogo in cui sono coltivati, quella della mano e della sapienza di chi li cura, la diversità genetica che li lega al luogo di generazione, il sapore e l’odore della terra in cui sono cresciuti e maturati.
Inoltre è facile intuire come un pomodoro possa essere inoltre non solo il frutto di ungesto agricolo ma anche di un gesto gastronomico perché con esso (di esso) ne si fa qualcosa oltre a mangiarlo…

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Written by casaleilsughero

23 dicembre 2012 at 17:52

Ariano Irpino 27 dicembre 2012: Associazione Culturale Arnanah – Convegno: La Città Possibile

Written by A_ve

21 dicembre 2012 at 15:33

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JAZZ e WINE nell’ex Fornace di Sant’Andrea di Conza

S.Andrea Jazz Friends” presenta la 4° edizione della manifestazione  “Jazz&Wine”, in svolgimento a Sant’Andrea di Conza, sabato 29 Dicembre prossimo dalle ore 21.00 .
La formula, ormai consolidata, è quella di un incontro tra passioni diverse in un’atmosfera rilassata e conviviale:  l’eccellenza della produzione  vitivinicola delle nostre terre che si coniuga alle migliori espressioni del  Jazz, campano e non solo.
Le passate edizioni hanno visto incursioni in territori a noi  attigui, il vulture ed il benventano senza tralasciare,ovviamente, le zone ad alta vocazione vinicola d’eccellenza dei territori d’iripina. Quest’anno la scelta è ricaduta su un’azienda relativamente giovane, CANTINE
RUSSO TAURASI che, nel 1999, da inizio al progetto di coltivare vitigni
autoctoni al 100% al fine di ottenere vini tipici ed unici, dalla forte  personalità, espressione dell’identità del territorio irpino.   “Macrì”, questo il nome dell’Aglianico che andremo a degustare, insieme a prodotti della tradizione gastronomica locale.
L’ensemble jazz nostra ospite è altresì rappresentativa del potenziale
artistico irpino: Lucia Colatrella Hammond Quartet è la reunion di musicisti
che trova nella giovane artista di Caposele,una delle prime musiciste a diplomarsi in Italia in Organo Hammond al Conservatorio di Salerno, il punto di incontro tra personalità affermate del panorama jazz. Peppe Plaitano sax tenore, Domenico Andria contrabasso, Stefano Tatafiore batteria questi gli altri componenti il quartetto che saprà emozionarci con
un repertorio di respiro internazionale.     Rocco Cetrulo

Written by A_ve

19 dicembre 2012 at 14:25

NATALE a BISACCIA

Written by A_ve

19 dicembre 2012 at 14:17

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Riconversione in decrescita

logo casale il sugheroQuando ancora il turismo in provincia di Salerno e non solo era solo improntato al consumo delle settimane estive delle seconde case di vacanza e de campeggi e modelli alternativi di sviluppo turistico sostenibile altrove invece erano già una realtà noi cominciavamo a immaginare un approccio diverso al territorio e alla sua fruibilità. Quando ancora le città erano lontane dalle campagne e il modello di sviluppo metropolitano era un modello da seguire non solo per i giovani cilentani ma per i giovani delle province agricole del sud Italia, noi invece cominciavamo a progettare un modello di sviluppo diverso.

E così nel 2006 cominciò l’avventura di Casale Il Sughero (www.casaleilsughero.blogspot.it) . Nessuno voleva scommettere su terreni abbandonati e i giovani nelle città avevano altre aspirazioni e interessi. Rilevammo il terreno con un rudere e cominciammo a immaginare e progettare un recupero funzionale, ideologico, abitativo, produttivo. E così nel 2010 abbiamo inaugurato una emigrazione al contrario: dalla città alla campagna, dal nord al sud. Da Napoli ci siamo trasferiti nel profondo Sud del Cilento Lucano e da due anni abbiamo avviato la nostra scommessa di ripartenza dal basso, dalla terra, dall’autosostentamento e dall’ospitalità rurale: una fattoria in transizione, basata sulla diversificazione e l’autoproduzione secondo criteri sinergici e permaculturali.

Quando ancora tutti i nostri coetanei emigravano verso le industrie, verso il terzo settore, al nord Italia o all’estero, noi abbiamo scelto la strada opposta, quella della decrescita. Non una decrescita fatta solo di parole, che quando restano tali diventano chiacchiere, e neanche una decrescita post-sessantottina dagli atteggiamenti hippy o radical chic. Ma una decrescita silenziosa e fortemente motivata e consapevole, sia culturalmente che fattivamente, radicata nella tradizione e nella difesa delle identità dei luoghi e allo stesso tempo innovativa e aperta al cambiamento.

Non seguiamo la moda del momento in fiere o feste di paese, non ci autoproclamiamo martiri o eroi coi toni new-age degli ecovillaggi o con quelli pomposi delle pseudo-nuove contadinanze, non ne abbiamo bisogno. I nostri valori sono la salvaguardia della diversità, il rispetto delle tradizioni, la tutela delle identità di popoli e territori, la lealtà, la fedeltà all’impegno preso e alla parola data, l’onore di essere espressione di un territorio rurale.

Perseguiamo il nostro obiettivo sperando di essere da esempio a gruppi di giovani delle vicine città (Napoli, Salerno, Potenza) che oggi, negli ultimi tempi, finalmente si stanno ritrovando intorno ai temi della decrescita. Per questo saremmo contenti che tutti voi ci veniste a trovare per conoscere la nostra realtà in evoluzione e continuo sviluppo e pianificare insieme l’unione dei nostri intenti.

AREE INTERNE e PICCOLI PAESI – diretta streaming

piccoli paesi - foto a.verderosa

piccoli paesi – foto a.verderosa

Diretta streaming del seminario “Nuove strategie per la programmazione 2014-2020 della politica regionale: le aree interne”. L’evento è realizzato nell’ambito del PON Governance e Assistenza Tecnica 2007-2013. L’evento si tiene Palazzo Rospigliosi a Roma ma, causa raggiungimento della capienza massima della sala, non è più possibile partecipare in forma presenziale al seminario.

CLICCA QUI  per il collegamento audio-video

I tweet di Angelo Verderosa durante il convegno (max 140 caratteri) :

Dalla stessa pagina è  possibile scaricare i documenti di sintesi delle relazioni.

Riattivare trasporti efficienti tra i piccoli paesi delle aree interne e le città della costa, riaprendo le ferrovie.

Collegare i campi e gli orti delle aree interne alle stazioni dell’alta velocità e alla fibra ottica; il turismo verrà dopo.

Favorire l’agricoltura, ripartire dalla terra unica risorsa delle aree interne.

Le aree interne sono piccoli paesi spopolati e terreni agricoli in gran parte abbandonati; terreni e paesi sono risorse.

L’Italia non può essere un corridoio metropolitano lungo l’alta velocità; noi che abitiamo i piccoli paesi vogliamo connetterci.

Favorire con politiche fiscali l’insediamento di nuovi abitanti nei paesi interni; frenare l’espansione edilizia delle città.

Trasversali est-ovest: città costiere correlate ai paesi collinari: manutenzione strade esistenti +ferrovie +eliporti ospedalieri.

…Risalire a monte, riscoprendo paesi e colline interne; ma se continuate a parlarne solo a Roma …

Piccoli Paesi il blog di chi ha scelto di vivere nei borghi dell’Appennino https://piccolipaesi.wordpress.com

Written by A_ve

15 dicembre 2012 at 10:05

Pubblicato su Paesi dell'Appennino

Luciano Pignataro recensisce ‘La Locanda’

di Lello Tornatore

E’ la chiusura della giornata, siamo a S. Angelo dei Lombardi, la “capitale burocratica” dell’Alta Irpinia. Qui ci sono, anche se grazie alla “spending review” ancora per poco, le sedi staccate dei diversi uffici del comprensorio altirpino, il tribunale con relativa Procura della Repubblica, l’ospedale, venuto giù completamente nel luttuoso evento del terremoto dell’80 e poi ricostruito, l’agenzia delle entrate (quella non manca mai) ed altre amministrazioni. – continua –

LEGGI LA RECENSIONE su WINE BLOG di Luciano Pignataro, CLICCA QUI

ristorante la locanda sant'angelo dei lombardi

Arcangelo Gargano, chef de ‘La locanda’ in Sant’Angelo dei Lombardi

LEGGI ANCHE LA RECENSIONE DI ANTONIO FIORE per il Corriere del Mezzogiorno, CLICCA QUI

Written by A_ve

10 dicembre 2012 at 20:23

Il temporaneo-contemporaneo di una nuova ospitalità rurale in Cilento e non solo: i wwoofers, clerici vagantes del terzo millennio

DSCN8599 (Copia)Come può un luogo ‘dimenticato’ e ‘marginale’ di uno dei tanti territori rurali italiani tornare ad essere frequentato? Come può una luce riaccendersi dopo anni di buio in una casa e riacquistare una sua ‘centralità’ cognitiva ed emozionale rispetto alle rotte di viaggiatori e passanti? Più che di ‘abbandono’ di un luogo sarebbe meglio parlare di ‘metamorfosi’e se a metamorfosi seguono metamorfosi allora anche ciò può avvenire.

Tanti luoghi rurali sono stati lasciati vuoti dai loro abitanti nei decenni  scorsi per correre in città e verso una nozione di progresso veicolata da media e istituzioni e tutto ciò ha prodotto lo spopolamento che ha innescato una metamorfosi nel segno in alcuni casi di una rinaturalizzazione dei luoghi rurali. Questo però ha creato scoraggiamento in quelli che sono rimasti che non hanno saputo (o voluto) più correttamente decodificare le potenzialità dei luoghi.

E così lentamente questi territori sono diventati ancora più marginali. Solo una nuova riconversione dalla città alla ruralità (una nuova metamorfosi antropologica) può invertire la rotta e ciò in alcuni casi sta avvenendo, casi però ancora pionieristici nonostante la crescente attenzione a questi temi che si comincia a registrare nelle città.

La nostra esperienza col progetto Casale Il Sughero – Laboratorio della Città del Quarto Paesaggio è un piccolo esempio di riconversione produttiva e di riposizionamento esistenziale in questi anni di profondi cambiamenti, anche attraverso l’ospitalità rurale wwoof. Vediamo insieme di cosa si tratta. Leggi il seguito di questo post »

Written by casaleilsughero

10 dicembre 2012 at 16:55

Vota l’Oasi “LAGO di CONZA” come oasi più bella per il Birdwatching

EBN ITALIA, la più importante associazione di Birdwatching italiana, ha lanciato il premio VOTA L’OASI PIU’ BELLA PER FARE BIRDWATCHING il cui scopo è segnalare le aree protette che rappresentano degli hot spot per lavifauna e che si distinguono per capacità di conservazione e di fruizione.

Tra le tante aree protette del nostro paese è stata scelta unOasi della provincia di Avellino, l’Oasi WWF “Lago di Conza”, per essere nominata la più bella Oasi d’Italia per il birdwatching!!!

Oltre a quella dellOasi ci sono altre 2 nominations e il premio verrà assegnato tramite democratica votazione sul web da parte dei singoli utenti.

A questo link si può votare esprimendo la propria preferenza: http://ebnitalia.it/easyNews/NewsLeggi.asp?NewsID=70

L’OASI WWF “LAGO DI CONZA” CANDIDATA A DIVENTARE
L’OASI PIU’ BELLA PER IL BIRDWATCHING

Written by A_ve

10 dicembre 2012 at 16:54