dai Comitati “NO Petrolio in Alta Irpinia” e “NO Trivellazioni petrolifere in Irpinia”
Comitato NO Trivellazioni petrolifere in Irpinia & Comitato NO Petrolio in Alta Irpinia“Osservazioni sull’incontro della VII commissione del Consiglio Regionale della Campania”12 Marzo 2013
L’incontro in Regione segna un grande passo in avanti verso la risoluzione della vicenda Trivellazioni Petrolifere in Irpinia. Un’intera provincia si è mossa, decisa ed unanime, verso l’Istituzione regionale riportando non solo le ragioni legate al dissenso ma soprattutto la speranza di vedere riconosciuta la giusta importanza alle tante istanze e rivendicazioni di tutela del territorio e delle sue peculiarità. Un No che vale tanti Si per l’Irpinia che cerca di ridarsi un’identità ed una coscienza troppe volte vilipesa dai contrasti sorti per interessi particolari e campanilistici. L’intensa azione di sensibilizzazione e la mobilitazione che i Comitati hanno portato avanti legittima a coltivare la speranza di riuscire a scongiurare il rischio di vedere l’Irpinia invasa dai signori del Petrolio.
da Antonio Romano: Tanti Saluti da Quel Ramo del Lago di Iseo…
Cari amici ed amiche, è con immenso piacere che scrivo questa email ai lettori di Piccoli Paesi, il blog di chi -nonostante tutto- resiste nei piccoli borghi dell’Appennino.
Venerdì 8 Marzo siamo stati ricevuti dal Dottor Riccardo Venchiarutti, Sindaco di Iseo in provincia di Brescia, volto noto del giornalismo economico italiano e caporedattore del Tg1 Economia di Milano.
Accolti presso la Casa Comunale di Iseo, abbiamo portato in dono una nuova bottiglia di Olio Ravece, prodotto da Pasquale Caruso dell’azienda San Comaio di Zungoli.
Riccardo Venchiarutti è un grande appassionato nonché cultore di Olio d’Oliva:Ha molto apprezzato non solo le produzioni del nostro territorio, ma anche l’amore e l’orgoglio che determina la maggioranza dei suoi abitanti ed operatori economici.
Massimo Locci su Città della Scienza, dov’era / com’era
CONTRO-ARCHITETTURA di Massimo Locci
Città della Scienza di Napoli
In questi ultimi decenni, a partire dall’ ottocentesco Science Museum di Londra, gran parte dei musei della scienza si sono rinnovati nelle strutture espositive e nelle modalità di comunicazione. Tutti ora sono portatori di concezioni innovative basate sul principio dellapprendere facendo e, quindi, si presentano come laboratori didattici pensati per livelli differenziati di conoscenza e per varie fasce di età. Privilegiando il rapporto formativo dei bambini e dei giovani, sono tutti interattivi, stimolanti, divertenti; i musei scientifici sono ora spazi da vivere, da esplorare sperimentando anche ludicamente le componenti scientifiche.
Il Museo della Città della Scienza di Napoli, incendiato la settimana scorsa, era tutto questo ma anche molto di più.
Innanzitutto perché la sua realizzazione era strettamente connessa con un importante intervento di recupero di unarea industriale e infrastrutturale come quello di Bagnoli, che rappresenta la possibilità di dare un futuro allintera città. Lintervento riguardava le lunghe lame poste parallelamente alla litoranea, che lo studio Pica Ciamarra Associati ha riconvertito in un articolato complesso, direzionale e museale. Quale luogo della multimedialità il complesso Città della Scienza di Bagnoli è strutturato con funzioni multiple e con articolazioni specifiche, dalla componente didattico-espositiva allattività congressuale e formativa, allorientamento al lavoro, allincubatore dimpresa. Un sistema organizzativo in continua crescita e trasformazione che si riflette specularmente sullimmagine dellarchitettura.
IRPINIA e Sistema Turistico Locale
dal 22 al 24 marzo 2013 CONVEGNI – MOSTRE – INCONTRI _ a cura di Irpinia Turismo
NAPOLI e l’incendio di CITTA’ della SCIENZA.
ALESSANDRO IACUELLI su NAPOLI e l’incendio di CITTA’ della SCIENZA.
Una volta occorreva andare alla “Villette” di Parigi, e i più fortunati all'”Exploratorium di San Francisco, quello voluto da Frank Oppenheimer in persona. Erano pochi infatti i musei della scienza che fossero “vivi”, che fossero degli “science center”. Non musei nel senso classico, con tanti pezzi “antichi” esposti e ben descritti, ma luoghi pieni di apparati funzionanti, che la gente potesse usare, ed osservare con i propri occhi i fenomeni naturali, anche quelli più curiosi, luoghi dove il visitatore potesse sperimentare di persona, divertirsi, e magari imparare un po’ di fisica.
C’era Parigi, c’era San Francisco. Poi quel giorno dell’ottobre 1996 comparve Napoli, e quel “via Coroglio, 104” si fece strada tra gli indirizzi più noti. Prima di una città, poi di una regione, poi di una Nazione, poi a livello internazionale.
Chi scrive era lì, a lavorarci e non come visitatore, il giorno dell’inaugurazione, ci è rimasto fisicamente per cinque anni, e con il cuore anche dopo, perchè certe esperienze non si dimenticano. Esperienze umane, professionali, di quelle che fanno crescere.
Abbiamo inventato tanto, in quei primi anni, un capitale di idee e progetti che è stato poi raccolto con successo da quelli venuti dopo di noi, che lì non siamo rimasti per sempre. Abbiamo inventato modi di raccontare la scienza divertenti, racconti astronomici che erano spettacoli, performance di tutti i tipi. Con allegria, ma con rigore scientifico. La città apprezzò il nostro lavoro. Ce ne accorgemmo d’estate, quando eravamo aperti di notte, e la gente veniva lì a guardare le stelle chiedendo dove si tenesse “lo spettacolo”, non le osservazioni al telescopio. Il mondo della scuola apprezzò e apprezza, le visite al museo, le attività didattiche. La prova di questo apprezzamento a 360 gradi sta nei 350.000 visitatori paganti all’anno, con buona pace per chi dice che la cultura non genera economia e ricchezza.
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Fotografia notturna all’Oasi di Conza
Il 23 marzo torna “Earth Hour”, l’ora della terra, il più grande evento globale promosso dal WWF contro i cambiamenti climatici e in favore di uno stile di vita sostenibile.
Per l’occasione l’Oasi WWF “Lago di Conza” organizza una serata dedicata alla fotografia notturna. Grazie ad un esperto fotografo comprenderemo, infatti, le tecniche per scattare fotografie durante le ore notturne e, durante una passeggiata al chiaro di luna lungo i sentieri dell’Oasi, proveremo a fotografare in prima persona. Utile portare attrezzatura fotografica. Siete tutti invitati!!! Gradita la prenotazione.
Gli irpini Makardìa partecipano all’1M Festival
Da quest’anno, il concerto del 1° Maggio a Roma prevede un’apertura alle band attraverso un concorso che inizialmente si svolge on-line, successivamente attraverso concerti live a Milano o Lecce, per poi portare i finalisti sul palco di Piazza San Giovanni (www.1mfestival.com).
Ieri 4 marzo 2013 sono partite le votazioni on-line anche a favore degli irpini Makardìa, che partecipano all’iniziativa con il loro brano Armando. Armando è una canzone contro il caporalato, in pieno tema con quello della festa, e la cosa più importante per Makardìa sarà portare l’attenzione su una questione così delicata:
“A difesa di tutta la gente che si ammazza di lavoro senza essere giustamente rispettata e retribuita, Armando è prima di tutto una canzone contro il “caporalato”, fenomeno tanto diffuso nelle terre del nostro Paese che si servono di molta manovalanza straniera. Armando è Karim, Muhammad, Said, Abdallah, nomi impronunciabili dai loro padroni che, “possedendoli”, si sentono anche in diritto di cambiar loro i nomi. Armando è Rosa, Tonino, Maria, Michele, che prendono 20 euro al giorno per un’intera giornata di lavoro. Armando è un inno al rispetto reciproco e un urlo a continuare, andare avanti, nonostante le difficoltà, combattendole queste difficoltà, per la dignità dei lavoratori e dell’uomo”.
Votare è semplice, basta andare su http://www.1mfestival.com/videos/armando/ ed esprimere la propria preferenza.
Se Makardìa ce la farà, un pezzo di Irpinia avrà la possibilità di dire qualcosa a tanti giovani!
Non dimentichiamo
6* Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate in IRPINIA _ a cura di Pietro Mitrione _ In Loco_Motivi
Grande e coinvolgente partecipazione , numerose le associazioni coinvolte: Comitato tutela del fiume Calore, Comitato no petrolio, Amici della bici FIAB, Irpinia Trekking, Allievi fotografi di foto Diego, Pensionati CGIL di Avellino, Pensionati A.Fe. p.a t di Napoli, IrpiniaTurismo, Piccoli Paesi. Sit-in al Ponte Principe di Lapio, poi a Nusco per il pranzo curato da Luciano Colucci, con la musica dei Makardìa; e ancora: visita alle sorgenti dell’Ofanto e poi al Museo della Ferrovia allestito all’interno del Museo Etnografico di Lioni. Una giornata memorabile! Grazie a quanti hanno partecipato e contribuito alla manifestazione. L’impegno di salvaguardia e di valorizzazione della tratta Avellino-Rocchetta Sant’Antonio prosegue ! Non permetteremo mai che la politica asfalti la storica Ferrovia per farne una pista ciclabile con i soldi destinati alle comunità. Chiediamo che la tratta venga riaperta al traffico passeggeri e turistico. Forza Irpinia.
RADIO WEB a NUSCO
RADIO WEB a NUSCO di Luigi Capone _ per Piccoli Paesi
Radio Sonar Web è una radio on line che si può seguire all’indirizzo www.radiosonarweb.it. Nasce nel 2012 dall’omonimo blog da un’associazione di giovani nuscani che promuove la musica e la cultura del territorio e da spazio a nuovi scrittori e nuove forme artistiche.
La musica diffusa è totalmente sotto la licenza Creative Commons, ovvero musica libera, diffondibile senza limitazioni e senza pagamenti. Ciò vuole essere anche uno sguardo al futuro dell’industria musicale che man mano dovrà lasciare il posto alla libera diffusione della musica sulla rete.
L’evento principale della Radio è fissato nel mese di agosto, quando a Nusco, in contrada Fontigliano, si tiene il Giano Wood Rock, evento artistico a tutto tondo centrato sulla musica indipendenteche coinvolge anche scrittori, registi, artigiani locali e artisti di strada.
Il nostro scopo è promuovere la Radio facendo si che diventi il faro della nuova comunicazione che avviene attraverso la rete liberamente accessibile da tutti. Un’occasione per l’Alta Irpinia di rilanciare le proprie forze su scala nazionale e oltre uscendo fuori da logiche provinciali, o peggio, paesane. Il nostro motto è anche quello del vostro blog: piccoli paesi grande vita.
Invitiamo tutti non solo ad ascoltare la nostra Radio ma a partecipare attivamente a questo progetto con la consapevolezza che esiste finalmente uno spazio on line condiviso da migliaia di giovani altirpini.
Cari amici ed amiche, è con immenso piacere che scrivo questa email ai lettori di Piccoli Paesi, il blog di chi -nonostante tutto- resiste nei piccoli borghi dell’Appennino.





