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da Ariano : ANTONIO ROMANO
La popolazione tutta si unisce al cordoglio per la morte prematura della scuola pubblica.
Un corso di Email Marketing e di Netiquette sarà celebrato fra qualche giorno presso
i locali della Scuola Media Covotta.
Si dispensa dai fiori ma non dall’attenzione da prestare al corso.
Sono invitati tutti, specialmente i professori ed i dirigenti scolastici.
Come risse na vota nu profissore a la scola: “Romà io so prufissore mica alunno? Mo maggia metta a sturià pur’io?
Romà sta fricato cu la capo!!!”
E’ ora che le scuole si riaprano per i professori, affinchè capiscano i tempi e si adeguino.
Oppure possono sempre seguire l’esempio di un professore di Teologia di fama mondiale di oggi 11 febbraio.
DIMETTERSI!!!!
dal Sindaco di Castelnuovo di Conza
Ringrazio il giornalista Adolfo Pappalardo che inviato del Mattino, ho incontrato mercoledì 6 febbraio in una serata piovosa a Castelnuovo e che mi ha intervistato, in quanto i dati Istat riportano Castelnuovo con il più alto rapporto tra pensionati minimi e residenti.
A parte qualche errore giornalistico (ho pagato per due mesi l’abbonamento a una bambina per il trasporto a scuola, fino a che siamo riusciti con fondi comunali a garantire un abbonamento annuale) per il resto, la lettura giornalistica del nostro Comune risulta drammaticamente veritiera.
Il problema è che i comuni di montagna continuano a spopolarsi e lo Stato resta a guardare, ci lascia soli con i problemi difficili e in assenza di servizi. Anche dove apparentemente ci si trova di fronte ad un lavoro certo come quello degli idraulici forestali che tutelano i nostri territori da dissesti e presiedono la montagna, in realtà lo Stato li lascia nell’incertezza del futuro e per lunghi mesi senza stipendio.
I piccoli numeri delle genti di montagna non fanno gola ai politici e alle loro campagne elettorali, la città scoppia e le aree rurali si spopolano. Le genti di montagna andrebbero protette come i guardiani del faro.
Il Sindaco Francesco Custode
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VIDEO RAI 1 Castelnuovo e le pensioni minime
SONDAGGIO ELETTORALE a tavola
SONDAGGIO ELETTORALE
eseguito venerdì 8 febbraio in un ristorante dell’Alta Irpinia. E’ stato fatto girare un foglietto (allegato in foto) con l’invito ad esprimere in segreto l’intenzione di voto.
Presenti 33 persone compreso il personale di sala e il Direttore delle Poste.
Non era possibile astenersi o votare in bianco.
Ecco i risultati (nell’ordine del foglietto):
PD + Sel = 11 voti ___ 33%
MONTI = 4 voti ___ 12%
UDC = 0 voti
INGROIA = 4 voti ___ 12%
GRILLO = 12 voti ___ 36%
PDL + Lega = 2 voti ___ 6%
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“Comitato NO Petrolio in Alta Irpinia”
“Chiarimenti sul nostro operato e nuovi incontri”
- no oil baronia 2
- no oil baronia
“Certe affermazioni che si leggono su qualche quotidiano locale appaiono forzatamente pretestuose e fuori luogo: non fanno che nuocere a una causa nobile da portare avanti con tutte le forze presenti sul territorio irpino, senza esclusione. Perciò il Comitato No Petrolio in Alta Irpinia non intende alimentare nessuna polemica ma, come è nel suo stile, intende chiarire quale è stato, quale sarà il suo percorso ma soprattutto il perché delle delibere comunali con l’adesione al Comitato.
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NO ALLA GREEN WAY _post convegno
La green-way è un’idea campata in aria; il turismo in Irpinia ha ben altre priorità. Questa la conclusione del convegno tenuto stamane ad Avellino.
Un’idea balzana, pensata nell’Università di Napoli e senza alcun confronto preventivo col territorio irpino, che ha trovato purtroppo riscontro con l’approvazione incondizionata da parte del Consiglio Provinciale del Piano territoriale di Coordinamento a fine dicembre 2012.
Sono bastate 6 righe a pagina 41 della relazione di piano per dare assoluta priorità alla trasformazione della storica ferrovia Avellino-Rocchetta in pista ciclabile nella programmazione provinciale.
All’intervento illustrativo del coordinatore, Prof. Mangoni dell’Università di Napoli (ma nel gruppo di lavoro molti professionisti irpini e dell’amministrazione provinciale) ha fatto seguito l’intervento dell’Arch. Angelo Verderosa che ha espresso la posizione delle tante associazioni e aziende del territorio quali In_Loco Motivi, Piccoli Paesi, Stati Generali dell’Alta Irpinia, Legambiente, IrpiniaTurismo, Associazione Lucana onlus La Strada dei Fiori, Comitato Avellino Capoluogo e altre adesioni che man mano si sono aggiunte tra facebook, Twitter e Blog. Una posizione netta e contraria alla trasformazione della storica ferrovia in pista ciclabile; basta con lo spreco insensato di denari pubblici per idee che non produzono effetti benefici sul territorio e infine rovinano un bene storico e paesaggistico da tutelare come la Ferrovia.
Le associazioni hanno fatto un po’ di conti ipotizzando una spesa minima di 100 euro per mq. di ferrovia trasformata (scavi, massicciate, asfalto, segnaletica, ringhiere di protezione; per una larghezza media della banchina di 5 ml. fanno 500 euro a ml.; per un chilometro (1000 metri) ci vogliono 500.000 euro di lavori; per i 70 km. della tratta provinciale ci vogliono quindi 35 milioni di euro solo per lavori a cui aggiungere iva, spese tecniche e sicurezza per altri 15 mln. di euro e per un totale, salvo imprevisti, di 50 milioni di euro. A questi bisognerebbe sommare il 6% annuo di manutenzione, quindi circa 300.000 euro pari a quasi il costo della manutenzione occorrente per far circolare i treni. Che dire poi del valore della storica ferrovia, autentica opera d’arte d’inserimento mirabile nel paesaggio, di valore strategico militare ed economico. Anche su questo si sono soffermate le associazioni con una stima del valore attuale dello stato di consistenza della ferrovia in circa 900 mln. di euro, cioè la ferrovia così com’è vale circa un miliardo di euro, una vera finanziaria. In conclusione, a fronte di questo valore si può mai sostenere una spesa così ingente per asfaltarne i binari ? Ma per quali ciclisti ? Con quali ritorni economici e turistici ?
La controproposta al settore turistico provinciale e regionale, in sala il vicepresidente Giuseppe De Mita e i sindaci di Bisaccia, Calabritto e Taurasi : scegliere una rete di strade rurali a farne piste ciclabili e pedonali protette. In Irpinia ce ne sono per 2.500 km.
“Si potrebbe iniziare dal ‘Cammino di Guglielmo’, partendo dal Santuario di Montevergine, fino a Montella a S.Francesco a Folloni, proseguire per il Laceno, l’Abbazia del Goleto fino a S.Maria di Pierno, ultimo monastero fondato dal pellegrino Guglielmo in prossimità di San Fele”.
Appuntamento per le associazioni e i comitati con il pool di imprenditori che hanno mostrato interesse per un auto-gestione della tratta sia per uso passeggeri che turistici: l’appuntamento è rinviato dopo la tornata elettorale e si terrà presso la sala riunioni del Tribunale di sant’Angelo dei Lombardi.
Salviamo la ferrovia Avellino-Rocchetta – ARTICOLI CORRELATI, CLICCA QUI
NO alla trasformazione della storica ferrovia Avellino-Rocchetta in una green-way
NO alla trasformazione della storica ferrovia Avellino-Rocchetta in una green-way
PARTECIPAZIONE delegazione al Convegno sui Borghi dell’Irpinia del 5.2.2013
OSSERVAZIONI al PTCP adottato dalla Provincia di Avellino in data 27.12.2012
Ai consiglieri provinciali della Provincia di Avellino
Al progettista del PTCP Prof. Fabrizio Mangoni
p.c. Ai consiglieri regionali della Regione Campania
Ai rappresentanti parlamentari della Provincia di Avellino
Le sottoscritte associazioni territoriali irpine, riunite in data 1.2.2013 a Montella, presa visione delle ultime variazioni riportate nel PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale), adottato dalla Giunta Provinciale con delibera n.184 del 27.01.2013, riguardanti la storica tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta S.A., che “propone la riconversione come Greenway della Ferrovia dismessa Avellino – Rocchetta Sant’Antonio, a partire dal tratto che ricade interamente nella Provincia di Avellino. Si tratta di un’infrastruttura di notevole importanza ai fini turistici interamente collocata all’interno del corridoio ecologico principale del provinciale e che si sviluppa su un tracciato prevalentemente lontano dagli abitati e circondato da contesti ambientali di notevole bellezza”, osservano quanto segue:
- La ferrovia Avellino – Rocchetta S.A. è attualmente una ferrovia “sospesa” e non “dismessa”, come riporta il PTCP, ovvero è stato interrotto il servizio ma l’infrastruttura è totalmente funzionante. La proprietà è di RFI e non si può cambiarne la destinazione d’uso o dismetterla a piacimento da parte di un ente pubblico o privato senza l’approvazione della stessa RFI.
- Nell’ambito del PTCP, si parla dell’Avellino-Rocchetta S.A. come di un’ “infrastruttura di notevole importanza ai fini turistici”, se questo è vero non si capisce perché la si voglia riconvertire in pista ciclabile.
- Sempre nel PTCP, si considera l’importanza di tale infrastruttura nell’ambito del corridoio ecologico principale provinciale proponendo la riconversione della stessa in una Greenway, quando nei fatti la tratta è già una greenway (strada verde), per i seguenti motivi: Leggi il seguito di questo post »


















