Archive for the ‘Varie’ Category
dal Sindaco di Castelnuovo di Conza
Ringrazio il giornalista Adolfo Pappalardo che inviato del Mattino, ho incontrato mercoledì 6 febbraio in una serata piovosa a Castelnuovo e che mi ha intervistato, in quanto i dati Istat riportano Castelnuovo con il più alto rapporto tra pensionati minimi e residenti.
A parte qualche errore giornalistico (ho pagato per due mesi l’abbonamento a una bambina per il trasporto a scuola, fino a che siamo riusciti con fondi comunali a garantire un abbonamento annuale) per il resto, la lettura giornalistica del nostro Comune risulta drammaticamente veritiera.
Il problema è che i comuni di montagna continuano a spopolarsi e lo Stato resta a guardare, ci lascia soli con i problemi difficili e in assenza di servizi. Anche dove apparentemente ci si trova di fronte ad un lavoro certo come quello degli idraulici forestali che tutelano i nostri territori da dissesti e presiedono la montagna, in realtà lo Stato li lascia nell’incertezza del futuro e per lunghi mesi senza stipendio.
I piccoli numeri delle genti di montagna non fanno gola ai politici e alle loro campagne elettorali, la città scoppia e le aree rurali si spopolano. Le genti di montagna andrebbero protette come i guardiani del faro.
Il Sindaco Francesco Custode
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VIDEO RAI 1 Castelnuovo e le pensioni minime
SONDAGGIO ELETTORALE a tavola
SONDAGGIO ELETTORALE
eseguito venerdì 8 febbraio in un ristorante dell’Alta Irpinia. E’ stato fatto girare un foglietto (allegato in foto) con l’invito ad esprimere in segreto l’intenzione di voto.
Presenti 33 persone compreso il personale di sala e il Direttore delle Poste.
Non era possibile astenersi o votare in bianco.
Ecco i risultati (nell’ordine del foglietto):
PD + Sel = 11 voti ___ 33%
MONTI = 4 voti ___ 12%
UDC = 0 voti
INGROIA = 4 voti ___ 12%
GRILLO = 12 voti ___ 36%
PDL + Lega = 2 voti ___ 6%
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Angeli per Viaggiatori, la travel community utile ai piccoli paesi per la promozione turistica del “live like a local”
Vi è mai capitato di dover organizzare un viaggio e chiedervi se ci fosse qualcuno disposto a darvi dritte sul posto, meta del vostro viaggio?
Al contrario, vi è mai capitato di dare dritte e spiegazioni a persone in arrivo nei posti dove vivete?
Se sentite la necessità o il bisogno di dare e ricevere informazioni a riguardo, da oggi potete farlo gratuitamente, iscrivendovi direttamente su questa innovativa travel community.
Parliamo di “Angeli per Viaggiatori”, che offre al Viaggiatore la possibilità di trovare un Angelo del posto a cui chiedere informazioni, dritte e consigli a costo zero, scegliendolo in base ad interessi comuni, alla lingua parlata e alla possibilità di incontrasi o meno. Allo stesso tempo ci si può proporre come Angelo per un possibile Viaggiatore che voglia visitare la propria terra.
Angeli per Viaggiatori si propone, infatti, di costruire un’infrastruttura sociale reticolare a supporto dell’accoglienza turistica. Il progetto ha l’ambizione di coinvolgere i cittadini e le associazioni di volontariato nel processo di promozione e valorizzazione dell’offerta turistica locale. Leggi il seguito di questo post »
“Comitato NO Petrolio in Alta Irpinia”
“Chiarimenti sul nostro operato e nuovi incontri”
- no oil baronia 2
- no oil baronia
“Certe affermazioni che si leggono su qualche quotidiano locale appaiono forzatamente pretestuose e fuori luogo: non fanno che nuocere a una causa nobile da portare avanti con tutte le forze presenti sul territorio irpino, senza esclusione. Perciò il Comitato No Petrolio in Alta Irpinia non intende alimentare nessuna polemica ma, come è nel suo stile, intende chiarire quale è stato, quale sarà il suo percorso ma soprattutto il perché delle delibere comunali con l’adesione al Comitato.
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NO ALLA GREEN WAY _post convegno
La green-way è un’idea campata in aria; il turismo in Irpinia ha ben altre priorità. Questa la conclusione del convegno tenuto stamane ad Avellino.
Un’idea balzana, pensata nell’Università di Napoli e senza alcun confronto preventivo col territorio irpino, che ha trovato purtroppo riscontro con l’approvazione incondizionata da parte del Consiglio Provinciale del Piano territoriale di Coordinamento a fine dicembre 2012.
Sono bastate 6 righe a pagina 41 della relazione di piano per dare assoluta priorità alla trasformazione della storica ferrovia Avellino-Rocchetta in pista ciclabile nella programmazione provinciale.
All’intervento illustrativo del coordinatore, Prof. Mangoni dell’Università di Napoli (ma nel gruppo di lavoro molti professionisti irpini e dell’amministrazione provinciale) ha fatto seguito l’intervento dell’Arch. Angelo Verderosa che ha espresso la posizione delle tante associazioni e aziende del territorio quali In_Loco Motivi, Piccoli Paesi, Stati Generali dell’Alta Irpinia, Legambiente, IrpiniaTurismo, Associazione Lucana onlus La Strada dei Fiori, Comitato Avellino Capoluogo e altre adesioni che man mano si sono aggiunte tra facebook, Twitter e Blog. Una posizione netta e contraria alla trasformazione della storica ferrovia in pista ciclabile; basta con lo spreco insensato di denari pubblici per idee che non produzono effetti benefici sul territorio e infine rovinano un bene storico e paesaggistico da tutelare come la Ferrovia.
Le associazioni hanno fatto un po’ di conti ipotizzando una spesa minima di 100 euro per mq. di ferrovia trasformata (scavi, massicciate, asfalto, segnaletica, ringhiere di protezione; per una larghezza media della banchina di 5 ml. fanno 500 euro a ml.; per un chilometro (1000 metri) ci vogliono 500.000 euro di lavori; per i 70 km. della tratta provinciale ci vogliono quindi 35 milioni di euro solo per lavori a cui aggiungere iva, spese tecniche e sicurezza per altri 15 mln. di euro e per un totale, salvo imprevisti, di 50 milioni di euro. A questi bisognerebbe sommare il 6% annuo di manutenzione, quindi circa 300.000 euro pari a quasi il costo della manutenzione occorrente per far circolare i treni. Che dire poi del valore della storica ferrovia, autentica opera d’arte d’inserimento mirabile nel paesaggio, di valore strategico militare ed economico. Anche su questo si sono soffermate le associazioni con una stima del valore attuale dello stato di consistenza della ferrovia in circa 900 mln. di euro, cioè la ferrovia così com’è vale circa un miliardo di euro, una vera finanziaria. In conclusione, a fronte di questo valore si può mai sostenere una spesa così ingente per asfaltarne i binari ? Ma per quali ciclisti ? Con quali ritorni economici e turistici ?
La controproposta al settore turistico provinciale e regionale, in sala il vicepresidente Giuseppe De Mita e i sindaci di Bisaccia, Calabritto e Taurasi : scegliere una rete di strade rurali a farne piste ciclabili e pedonali protette. In Irpinia ce ne sono per 2.500 km.
“Si potrebbe iniziare dal ‘Cammino di Guglielmo’, partendo dal Santuario di Montevergine, fino a Montella a S.Francesco a Folloni, proseguire per il Laceno, l’Abbazia del Goleto fino a S.Maria di Pierno, ultimo monastero fondato dal pellegrino Guglielmo in prossimità di San Fele”.
Appuntamento per le associazioni e i comitati con il pool di imprenditori che hanno mostrato interesse per un auto-gestione della tratta sia per uso passeggeri che turistici: l’appuntamento è rinviato dopo la tornata elettorale e si terrà presso la sala riunioni del Tribunale di sant’Angelo dei Lombardi.
Salviamo la ferrovia Avellino-Rocchetta – ARTICOLI CORRELATI, CLICCA QUI
LETTERA APERTA DI DONATELLA MAZZOLENI ALLA CITTADINANZA DI MONTELLA
LETTERA APERTA DI DONATELLA MAZZOLENI ALLA CITTADINANZA DI MONTELLA
di Donatella Mazzoleni *
Care Cittadine e Cittadini di Montella,
da tempo pensavo di rivolgermi direttamente a Voi con una mia personale lettera. Sono 25 anni che il destino mi ha portato a lavorare nella vostra città sull’opera urbana più significativa, la casa Comunale, e ciò mi ha reso altamente debitrice nei vostri confronti. In questo momento, prossimo alla conclusione di una storia che si è rivelata nel tempo molto più faticosa del necessario per molte e complicate ragioni, sento il dovere di rivolgermi a Voi perché vi devo elementi per riequilibrare la diffusione di un’informazione distorta che va a vostro danno e rischia di ostacolare, questa volta ancora più del solito, il corso dell’opera a Voi dovuta.
E’ necessario che io racconti brevemente da capo una storia che forse solo alcuni ricordano, ma che sembra essere stata dimenticata da molti, ed è forse ignorata dalle giovani generazioni.
Quando più di 20 anni fa, essendo risultata vincitrice nel 1989 del concorso nazionale di idee bandito dal Comune di Montella e dalla Comunità Montana Terminio Cervialto, fui chiamata dal sindaco di Montella Bruno Fierro e mi fu offerto l’incarico della progettazione esecutiva e direzione lavori dell’opera, accettai con molto entusiasmo. Conoscevo abbastanza bene l’Irpinia pre-terremoto, con i suoi borghi-“presepe” aggrappati alle montagne, che di notte, a chi percorreva le vecchie strade di crinale o di valle, apparivano come delle galassie di stelle sospese nel buio e nel silenzio circostante delle colline e delle campagne. Conoscevo anche abbastanza bene l’Irpinia post-terremoto, che avevo percorso in lungo e in largo nei giorni e nei mesi immediatamente successivi al disastro, con i miei studenti (molti di loro provenienti da lì), e le distruzioni tragiche operate del sisma: la cancellazione totale di Conza, divenuta solo un cimitero; la trasformazione di Calabritto in un “teschio” per la scomparsa dello strato delle case, e l’affiorare sulla sommità della collina delle orbite vuote delle antiche cantine; la devastazione che aveva reso irriconoscibili Sant’Angelo dei Lombardi e Lioni… E cominciavo a conoscere anche le molte ulteriori devastazioni operate da una “ricostruzione” che procedeva in modo massiccio, con forti condizionamenti politici, su progetti spesso precipitosi, o redatti senza studio né rispetto delle identità architettoniche, urbane, paesistiche, ambientali: la cementificazione del territorio, la avventata disseminazione di costruzioni in cemento armato nelle campagne, gli innesti scriteriati di forme e tipologie edilizie estranei alla natura dei luoghi, lo svuotamento mortale dei centri storici, la perdita del “silenzio” del paesaggio…
Liberiamoci dall’artigianato, liberiamoci dalla Regia scuola
Saluti artigianali e paesani, pace e bene, fa un freddo da lupi, a presto in Irpinia, Eduardo
SIAMO MODERNI … LIBERIAMOCI DALL’ARTIGIANATO …
L’arte della ceramica presso la Scuola Regia di Faenza…
ELDORADO su: CERVELLO FRITTO ALLA PROVENZALE …
“Muratorini della domenica postpranzo, architetti della memoria a giornata 2013, un passo indietro, al 1933 (XI E.F.)!
Dopo quello del 1953 segnaloVi un altro filmato d’Epoca a Faenza-fajance.
Mi dispiace, pero-però: oggi solo musichetta!
Non ha commento sonoro, infatti, questo bel giornale-luce dal titolo: “L’arte della ceramica presso la Scuola Regia di Faenza.”
L’ho pescato smanettando in rete, in you tube. Se volete, fatelo anche voi. Consiglio d’amico.All’inizio del breve filmato (due minuti) sono dichiarate le condivisibili intenzioni didattiche:
L’ARTIGIANATO ITALIANO / COME SI INSEGNA / COME SI LAVORA / ALLA REGIA SCUOLA.
Rivedetelo più volte: è commovente e utile; per un’architettura umana, laboriosa e non boriosa: è una favola! Tutti vivevano (o parevano) felici e contenti modesti artigiani solidali, quando un brutto giorno del 1938 il governo dell’UNI (Uomo Nuovo Industriale) emanò le leggi razziali dell’arte: la Regia Scuola si allontanò così di botto e di brutto dall’artigianato e tralignò per la via dell’Arte concettosa: era nata (ab orto) la Ceramica Superiore, quella d’arte alta, era nato il Concorso di Faenza col suo pezzo unico e fuori serie Keramico. L’artigia-nato fu dichiarato Artigia-morto per legge, nel 1938!Fu l’inizio della fine: gli artiGiani e gli industriosi, gli art-ieri e i mani fattur-oggi, i ceramisti e ceramanti furono così (via via) presi casa per casa, rastrellati bottega per puteca, individuati e messi all’indice opificio per opelegis… furono presi e compresi dal dentro dell’Arte, dal complesso di inferiorità: dall’essere solo un tascurabile avanzo della Storia, una razza umana inferiore, da mondare, da lavare con Perl’Arte. Furono isolati e ben confinati … e finirono così (per questa via breve) nei forni a gas, con tutte le loro ceramiche d’uso del bel tempo che fu, fru-fru, cu-cu.
Per non dimenticare,”
Eldorado
27 gennaio 2013 alle 18:00 _ Eduardo Alamaro per Archiwatch di Giorgio Muratori




















