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Contadini per un mondo migliore
L’Espresso di questa settimana (31 ottobre 2013) dedica un ampio servizio al boom di iscritti alla facoltà di Agraria. La terra rimane l’unica risorsa dei territori dell’entroterra appenninico. Anche in Irpinia è tempo di valorizzare questa vocazione dicendo basta alla speculazione energetica a danno del nostro habitat e del nostro paesaggio. Leggi l’articolo intero in pdf.
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FUOCHI FATUI
Mentre la Campania brucia di rabbia tra roghi tossici e coscienze accese da un rigenerato impegno civile, per l’Irpinia si profila all’orizzonte l’oscuro destino della petrolizzazione, in un silenzio fragoroso di indifferenza e disimpegno.
I progetti di ricerca di idrocarburi attendono il completamento degli iter autorizzativi e l’incertezza sugli esiti apre ampie discussioni sui possibili scenari che potrebbero profilarsi. Il dibattito, in corso da mesi, sembra scadere purtroppo solo in superficiali valutazioni di merito, senza offrire invece spazio ad una puntuale considerazione sui possibili effetti negativi sulla salute e sull’equilibrio ambientale che il petrolio potrebbe andare ad alterare.
Le valutazioni degli esperti non lasciano dubbi sull’incidenza dannosa del petrolio sui territori interessati dalle estrazioni, con riferimenti allarmanti sull’aumento delle malattie e sull’aumento dell’inquinamento.
Il Prof Sabino Aquino, interessato dal Comitato No Trivellazioni Petrolifere in Irpinia per offrire delle osservazioni al progetto per il pozzo esplorativo Gesualdo-1, sottolinea nelle sue conclusioni l’assoluta incompatibilità dell’Irpinia con pratiche di ricerca o sfruttamento degli idrocarburi. La struttura geologica irpina presenta una originale composizione di elementi che ne rendono una consistenza assai fragile e vulnerabile. Il reticolo idrografico sotterraneo, variegato ed esteso per centinaia di chilometri quadrati, viene descritto come una vera e propria spugna che assorbe e rilascia facilmente ogni sostanza con la quale viene a contatto. Il sottosuolo irpino, già interessato da fenomeni di subsistenza, alimenta attraverso le proprie acque sotterranee il complesso sistema delle sorgenti che a loro volta consentono, attraverso i vari acquedotti, l’approvvigionamento idrico di Napoli, della Puglia e della Basilicata. Dalla facile considerazione di queste osservazioni sorge spontanea la domanda su quale sia la reale necessità di esporre un territorio così vulnerabile al rischio di inquinamento, inevitabilmente collegato, alle ispezioni e trivellazioni petrolifere, che necessitano dell’uso di ingenti sostanze chimiche per le operazioni di perforazione del sottosuolo.
i consigli di Antonio Romano
i consigli di Antonio Romano _ Ciao a tutti, come sapete, mi piace molto fare dei viaggi nel raggio di pochi chilometri da casa per vedere posti che, pur essendo vicini, possono apparire lontani. Sapete inoltre che una delle mie passioni è girare per aziende piccole e grandi alla ricerca di tutto ciò che di bello e di buono si fa nelle nostre terre. _ Qualche giorno fa sono stato a Grottaminarda presso l’azienda Dolci Terre da Francesco ed Antonio De Luca che, con molta fantasia e molto coraggio, hanno ripreso una vecchia tradizione locale. Ovvero la produzione del torrone, tipo dolce terrone… Devo dire che quel che ho visto è semplicemente favoloso. http://www.dolciterre.it/index.php?option=com_virtuemart&Itemid=136&lang=it _ Un bellissimo laboratorio dove si producono prelibatezze di ogni specie, due giovani che hanno il merito di reintepretare in chiave moderna quella che è un’attività tradizionale.
3 giorni dei sindaci in irpinia
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SLOW FOOD ALTA IRPINIA / newsletter
18-19-20 ottobre 2013 – Andar per Taurasi
Gli amici della Condotta Slow Food Irpinia Colline dell’Ufita Taurasi insieme a Irpinia Turismo, Luciano Pignataro Wine Blog, l’Associazione Terre d’Irpinia e l’Albergo Diffuso Borgo di Castelvetere organizzano per i giorni 18, 19 e 20 ottobre prossimo la IV edizione della manifestazione “Andar per Taurasi”.
Tre intensi giorni di attività ed escursioni nella Valle del Calore e la Mostra Mercato di produttori della rete di Terra Madre Campania con degustazione e vendita all’interno del centro storico di Castelvetere sul Calore.
I produttori e i contadini della rete di TM Campania possono partecipare loro con un proprio banco espositivo di prodotti, all’interno di un percorso degustativo guidato.Sarà possibile la vendita diretta dei prodotti ai tanti turisti che arriveranno a Castelvetere sul Calore, così come successo per le scorse edizioni e in gran aumento per questa edizione.Le aziende interessate potranno allestirsi un proprio banco espositivo all’interno dei locali e degli spazi messi a disposizione dall’Albergo Diffuso e da Irpinia Turismo.Se siete interessati potete contattare il fiduciario della Condotta Slow Food Irpinia Colline dell’Ufita Taurasi Franco Archidiacono Tel. 380.9019050
Qui Abbazia del Goleto
Un bel testo di Fratel Oswaldo, della Comunità Jesus Caritas, da pochi giorni all’Abbazia del Goleto, accompagnato da belle foto di cui alcune dall’alto di un elicottero. cliccare sul link seguente : ARTICOLO e FOTO
http://www.jesuscaritas.it/wordpress/blog/2013/10/06/la-fraternita-del-goleto-vista-dallalto/
alta irpinia e piccoli paesi
“Alta Irpinia e piccoli paesi” _ di Luigi D’Angelis *
In queste settimane estive da più parti è tornato d’attualità il tema dei piccoli Comuni montani al di sotto dei 2000 abitanti che, coma ha documentato uno studio dell’ANCI, costituiscono il 43,7% delle amministrazioni comunali del nostro Paese, percentuale che cresce sin oltre il 70% se si considerano i Comuni con popolazione sino a 5.000 abitanti. In questi risiedono 10.373.487 abitanti pari al solo 17.2% della popolazione dell’Italia coprono, però, circa il 70% del territorio nazionale. Di fronte a questi dati, un piccolo paese come Cairano che dal 1861, anno dell’unità d’Italia, ha perso oltre 1500 abitanti (oggi 370), può essere un punto di osservazione privilegiato per analizzare e comprendere le problematiche e, soprattutto, il futuro dei 3534 Comuni sotto i 2000 abitanti.
Risorsa o ostacolo allo sviluppo del sistema Italia? Negli ultimi mesi si è ripetuta questa domanda da cui si attendono risposte serene e responsabili ai vari livelli istituzionali attraverso il sostegno ad un federalismo solidale e ad una organizzazione dei poteri locali che non crei discriminazione fra città e piccoli centri.
























