Il Cammino di Guglielmo col Touring Club Italiano
in cammino a piedi, dal Tirreno all’Adriatico
Il gruppo di camminatori “Amici del South Walking” è lieto di annunciare una nuova avventura a piedi nelle terre del nostro caro Sud.
Terre di Mezzo C2C
Dal Tirreno all’Adriatico / da Battipaglia ad Ippocampo a piedi.
24-28 aprile 2013
Il progetto nasce grazie ad un’idea del Professor Michele Modina e alla concreta iniziativa di Pino Guerriero e Carmelo Sicuranza.
Il professor Modina è bergamasco di origine ma meridionale di indole, e verrà a farci conoscere i nostri territori.
Pino e Carmelo invece sono stati promotori del Viaggio a Piedi da Ariano a Montevergine,
realizzato il 19 ed il 20 maggio 2012 animando un gruppo di simpatici e stravaganti vagabondi che rispondono al nome di:
- Angelino De Giglio
- Michele Sasso
- Ludovico Terranera
- Francesca Roberto
- Antonio Romano
- Mario D’Antuono
- Bruno Puorro
Il progetto prevede inoltre il supporto motivazionale di Giuseppe Lungariello e quello tecnico di Bruno Puorro.
Come ha insegnato la splendida esperienza del viaggio a piedi da Ariano Irpino a Roma del novembre 2011,
questo viaggio servirà a sviluppare non solo ulteriori contatti umani significativi,
Laura Pausini ringrazia per l’OLIO di Ariano Irpino _marketing strategy by Antonio Romano
vogliamo condividere con tutti voi il pensiero gentile che ha avuto Laura Pausini per noi.
Un ulteriore gesto di affetto per un territorio e per le sue produzioni.
Il regalo naturalmente è sempre l’olio del mitico ormai Sancomaio
Il regalo che abbiamo dato a Laura Pausini è naturalmente l’olio di Sancomaio.
Ormai siamo arrivati, come direbbe Raffaele Castagnozzi, alla Diplomazia dell’olio.
Si tratta di creare un paniere di beni ( non quello dell’Istat…) ed investire un pò di soldi nella promozione dello stesso.
Prodotti tipici locali che devono essere considerati come dei prodotti di lusso da far arrivare ad una nicchia importante.
Ed una volta che le persone importanti parlano, è un attimo a creare una moda o una tendenza…
A tutti gli operatori economici del territorio: investite soldi non sul prodotto, non suoi macchinari ma sulla promozione.
C’è non solo da curare l’immagine del packaging, il sito internet
ma soprattutto lo sviluppo di contatti importanti, il loro presidio,
l’indurre la nascita di nomi e mode
e finalizzare tutto alla Vendita.
Filomena’s Ravioli
Aurecch k’at
Gravaiul’ If you live in New York, I know what you’re thinking. That these ravioli came out of a Star box, frozen, bought in some deli-case on Staten Island, in Queens or the Bronx. Nope. They are the real made-by-hand-starting-at-5-in-the-morning deal with ricotta so fresh it was probably still warm when mixed with an egg, a bit of salt and tiny flecks of the secret Calitrani ingredient that never made it into any recipes in my mother’s kitchen though tons of it could be found invading every corner of our Stewart Manor backyard.
Mint.
And let me tell you, they are totally devine.Now I can’t say that I was there in the moments these plump pillows of delectable dairyness were made, even though I live just down the street, but I was there the moment they were delicately lowered into the rolling water and watched with a child’s eager anticipation as they slowly floated to the top. Bobbing and swaying, they were gently turned with the wooden spatula to the right. An art in itself, as you try not, dare not break even one.
And the sauce? If you look closely there are two different plates of ravioli shot, and yes both of them were mine, and yes I went for seconds – they were placed in front of me on two different Sundays; albeit a few weeks apart.One week some were made, on a whim, into half moon shapes, and the others left as the lovely round pillows as the week before, nearly half their size; they were in the end smothered with very different red sauces.
Il sugo as they call it here – vanquishing forever those annoying Italian-American arguments of ‘is it GRAVY? or SAUCE?’ (I mean really) of the first plate above had a distinct anisette flavor from the seeds of wild fennel rolled into the cotechino, and little else. With one forkful I was transported to the moon. The second plate below was standard issue ragu, a sauce a bit heavier in flavor given the braciole, vitello and pork.
Filomena made a few other shapes of pasta that morning to toss in just for kicks. I guess she had nothing else better to do at 5am. They are Cats Ears or Aurecch k’ at and Scialatiel. Or as we used to call them, and my favorite as a kid – fusilli. To eat like this on any given Sunday? I am one lucky girl.
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Posted By L’ Americana to L’Americana & twitter.com/LAmericana
ROSANTICO
Un nuovo racconto dello scrittore architetto irpino VITO DE NICOLA (accompagnato da un suo acquerello) scritto per il catalogo della mostra Rosantico in corso al Museo Archeologico Nazionale di Paestum.
Rose selvatiche …*
Uno scricciolo minuto scoprì per caso l’incanto dorato di quel posto silenzioso. Sulle pendici di una piccola altura chiamata la Costa di Paal, ai margini del ruscello detto di Sant’Arcangelo: perastri e una selva di prugnoli e ciliegi; al riparo dal vento e lontano dalla confusione… Le ali e i fianchi d’un castano barrato, la coda a punta sempre ben alzata a mostrare l’addome chiaro, con dei piccoli tratti neri, adora muoversi agile, a scatti veloci… Ha costruito il suo nido sferico con vera maestria tra i rami ispidi del cespuglio di rose selvatiche: una piccola apertura, un groviglio di steli d’erba secchi, di rametti e di muschio ingiallito… Conosce le vicende di Limmershin, del racconto di Kipling… lo scricciolo d’inverno sbattuto dal vento sul piroscafo in rotta per il Giappone, che narra la triste storia della foca bianca nel mare di Bering e si sente, perciò, anche lei grande narratrice. E, una sera di maggio, nel caldo guscio del suo rifugio, mentre fuori è un orrido scompiglio, attacca a parlare ai suoi piccoli impauriti e spavaldi: non vogliono dormire, adorano l’avventura, la testa immersa sotto le tiepide piume delle ali di mamma…
COLPO DI MANO a Città della Scienza
PRENDI I SOLDI e SCAPPA. ENNESIMO COLPO di MANO a NAPOLI / avendo avuto la certezza del finanziamento per la ricostruzione di Città della Scienza, l’Amministrazione Comunale espropria la Fondazione Idis-Città della Scienza e cerca di delocalizzare.
RICOSTRUIRE DOV’E’ è invece l’unica risposta civile all’attentato MAFIOSO perpetrato.
Noi non ci stiamo!
Il Professore Vittorio Silvestrini, presidente della Fondazione Idis-Città della Scienza ha dichiarato, in merito all’Editto Bulgaro promulgato:
“Con grande stupore abbiamo appreso dai giornali, che il Sindaco De Magistris, dopo avermi garantito che avremmo discusso direttamente anche con il presidente Caldoro – dopo che il Consiglio Comunale avesse espresso il suo parere sull’episodio, sulle soluzioni più idonee per rispondere al vile atto criminale che ha colpito il Science Centre di Città della Scienza il 4 marzo scorso e ripristinarne gli edifici danneggiati – ha convinto i Ministri Barca e Profumo, ad emettere un Editto Bulgaro con il quale si decide, così come avvenne già nel 2004 con la Giunta Bassolino, di espropriare Città della Scienza alla Fondazione Idis-Città della Scienza”.
Inoltre, continua il professore, “nell’Editto si istituisce un comitato interistituzionale in cui sembra siamo stati graziosamente inseriti, che dovrebbe ratificare le decisioni già assunte dal Sindaco e sulle quali abbiamo già espresso il nostro diniego”. Il tutto nel giorno in cui il Consiglio Comunale, organo istituzionalmente deputato, avrebbe dovuto esprimersi sulla vicenda Bagnoli.
Il professore continua: “Dall’Editto apprendiamo che «la quasi totalità della Città della scienza è bruciata»; cosa che il Ministro Profumo – che ringraziamo per essere immediatamente accorso sui luoghi del rogo e a cui ci lega una proficua collaborazione – ma più in particolare il Ministro Barca più volte invitato e mai venuto, avessero approfondito la realtà complessa ed articolata del sistema Città della Scienza, non avrebbero affermato che Città della Scienza è “bruciata nella sua quasi totalità”.
Si chiarisce all’opinione pubblica, che dei 45.000 mq di edifici che costituiscono Città della Scienza – e che comprendono aree espositive, aule di formazione, l’Incubatore d’impresa e il Centro Congressi – sono bruciati i tetti e i contenuti espositivi per circa 8.000 mq del museo interattivo. Inoltre, è in fase di ultimazione l’ultima «ala» del Science Centre, il museo del corpo umano Corporea, che si sviluppa su altri 5.000 mq e che sarà operativo nel 2014”.
Città della Scienza è sì ferita, ma viva.
PICCOLI PAESI / dal 21 al 28 marzo 2013
PICCOLI PAESI / dal 21 al 28 marzo 2013
Una bella foto a ricordo della MANIFESTAZIONE CONTRO LE MAFIE promossa dai ragazzi dell’istituto secondario superiore F. De Sanctis di Sant’Angelo dei Lombardi VENERDI’ 22 marzo 2013.
https://piccolipaesi.wordpress.com/2013/03/28/manifestazione-contro-le-mafie/
Gli alunni dell’Istituto Fermi di Vallata presentano una proposta di legge regionale contro le trivellazioni petrolifere in Irpinia.
18 e 19 maggio 2013 : ritorna il CAMMINO di GUGLIELMO
‘MARISELLE TOUR’, col supporto del gruppo ‘PICCOLI PAESI’, organizza due giornate in Irpinia per riscoprire i luoghi cari al giovane pellegrino GUGLIELMO, oggi Patrono dell’Irpinia. Si visiteranno l’Abbazia di Montevergine, il Convento di S.Francesco a Folloni e l’Abbazia del Goleto.
Per partecipare al CAMMINO a piedi : https://piccolipaesi.wordpress.com/2013/03/28/18-e-19-maggio-2013-ritorna-il-cammino-di-guglielmo/
Intervista all’irpino Franco Dragone, regista, coreografo, direttore artistico, produttore del Cirque Du Soleil – con Licia Colò, Alle Falde Del Kilimangiaro – RaiTre – domenica 17 3 2013
https://piccolipaesi.wordpress.com/2013/03/28/franco-dragone-alle-falde-del-kilimangiaro/
Dal Cilento, Amedeo Trezza in un video per i lettori di PICCOLI PAESI
https://piccolipaesi.wordpress.com/2013/03/28/verso-un-nuovo-modo-di-intendere-il-viaggio/
Castelnuovo di Conza, la nuova piazza con la scultura del maestro Pietro Lista in memoria delle vittime del terremoto del 1980.
https://piccolipaesi.wordpress.com/2013/03/28/castelnuovo-di-conza-_-la-nuova-piazza/
L’Irpinia, il progresso e la felicità: incontro con il premio Nobel prof. Frank Wilczek (dall’Irpinia al MIT) _sabato 23 marzo 2013 al Liceo De Sanctis di S.Angelo dei Lombardi
un’intervista di Maria Stanco per Tusinatintaly
XXIII Seminario Internazionale e Premio di Architettura e Cultura Urbana – Camerino 2013
L’Irpinia, il progresso e la felicità: incontro con il premio Nobel Frank Wilczek
L’Irpinia, il progresso e la felicità: incontro con il premio Nobel prof. Frank Wilczek (dall’Irpinia al MIT) _sabato 23 marzo 2013 al Liceo De Sanctis di S.Angelo dei Lombardi
di MARIA STANCO per
TUSINATINITALY _ _ _ I minuti che precedono l’intervista con un Premio Nobel non sono mai semplici. L’idea ricorrente è quella di trovarsi di fronte una persona fredda, un uomo tutto d’un pezzo, figlio di una disciplina completamente differente dalla tua. I premi Nobel per la fisica li immaginavo scostanti, chiusi nei loro pensieri ‘matematici’, sempre diffidenti nei confronti di chi, come me, quotidianamente vive di parole. Frank Wilczek è docente presso il Massachusetts Institute of Technology,è uno studioso di fama mondiale ed uno dei Fisici maggiormente apprezzati del pianeta. E’ a Sant’Angelo dei Lombardi ospite della Fondazione Officina Solidale Onlus e del Liceo Scientifico ‘De Sanctis’ dove questa mattina terrà una Lectio magistralis interamente dedicata agli studenti. L’ansia dell’incontro non si placa nemmeno quando stringo la mano della sua signora, una donna sorridente che di mestiere fa la giornalista e che, insieme a Wilczek ha scritto più di un libro. E’ lei a presentarmi il marito e il premio Nobel per la Fisica del 2004, sorridendomi, spazza via immediatamente ogni preconcetto.
Quello seduto di fronte a me è un uomo affabile e spiritoso, impressione confermata dalla straordinaria cravatta che indossa. Mi era capitato di vedere di tutto ma, l’uomo Vitruviano di Leonardo su una cravatta davvero non l’avevo mai visto. “…a tribute”, mi dice quando si accorge della mia curiosità… “per l’Italia!” aggiunge nella nostra lingua.
-Prof. Wilczek, benvenuto in Irpinia: la terra dei suoi avi. Sua madre le aveva mai descritto questi luoghi? Che emozione è stata tornare nel suo paese d’origine?
E’ stato certamente un viaggio pieno di emozioni ma anche molto faticoso. Ho letto tanto su questa terra e sull’Italia in generale ed ho sempre avuto una grossa curiosità rispetto alle mie origini e domani (oggi per chi legge, ndr) avrò modo di esplorarle meglio! Per adesso la migliore accoglienza è stata trovare un cielo tanto sereno, a casa mia c’era la neve. Verranno meglio le fotografie, ho promesso alle mie zie di scattarne molte.















