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ARCHITETTURA PER LA CAMPAGNA seminario di progettazione essenziale
ARCHITETTURA PER LA CAMPAGNA – seminario di progettazione essenziale –
è un laboratorio che si pone come obiettivo la realizzazione di progetti visionari e essenziali per ristabilire il giusto equilibrio tra l’uomo e la natura. Un seminario orizzontale, senza distinzione tra maestro e allievo: le competenze di ognuno sono condivise. Si impara insieme, si sperimenta. Il seminario si terrà dal 4 al 7 settembre nei terreni dell’azienda agricola Terranova, a Solofra (AV) Località Cerzeta. Quattro giorni per costruire strutture raccordate da una logica utile e primitiva, con risorse – paglia, legno, foglie, terra, pietre – e tecniche essenziali. Quattro giorni nei terreni di un’azienda agricola per conoscere fatica e soddisfazione della vita rurale.
ARCHITETTURA PER LA CAMPAGNA vuole essere un processo di coinvolgimento e promozione del territorio naturale e rurale che, mediante l’azione di giovani progettisti, artigiani e artisti, valorizza e riscopre le regioni colpite da un fenomeno di lento abbandono.
‘Il viaggio come sistema di relazioni felicitanti’
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Un viaggio GM organizzato con la consueta e comoda formula della ‘sala convegni viaggiante’ ma con 4 giorni di assoluta libertà e riposo nelle più belle capitali del nord-Europa : Parigi e Londra.
A metà viaggio, due giorni alla scoperta della Normandia dove arriveremo alla meta dei pellegrini europei : Mont Saint Michel; ma anche ai luoghi dello storico sbarco alleato in Normandia.
Sulla strada del ritorno, l’elegante Svizzera francese: visiteremo Basilea, Zurigo e Lucerna.
Tema del Tour 2014 : ‘Il viaggio come sistema di relazioni felicitanti’.
per il programma in PDF (con link attivi), clicca a lato : def 2014 TOUR viaggio relazioni felicitanti
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per seguire le tappe del GM Tour sul profilo FB di Piccoli Paesi : https://www.facebook.com/comunita.pro
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PICCOLI PAESI E’ MEDIA PARTNER DEL GM TOUR 2014 / le pubblicazioni dei post riprenderanno il 31 agosto 2014 _ Piccoli Paesi in 3 anni ha avuto 415.000 lettori, una media di 420 lettori giorno _ GRAZIE A VOI TUTTI e Buon Ferragosto.
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17 agosto – domenica (805 km.) _ Avellino / Torino
Partenza da Lioni (4.15) / Nusco (4.30) / Avellino (5.15); sosta colazione tra Firenze e Pisa
Arrivo nel tardo pomeriggio a TORINO
Sistemazione in albergo; dopo cena, visita di Piazza Castello, Mole Antonelliana, Villaggio Olimpico
Cena e pernottamento _ MERCURE TORINO ROYAL ****
TUTTO ESAURITO A CAIRANO 7X _ di E. Alamaro
Completo. Tutto esaurito a Cairano da 3 al 10 agosto. Domanda di soggiorno temporaneo respinta. Per cui io non sono andato lì, sulla rupe della condizione umana d’oggi dell’Italia. Peggio per Voi, Piccoli Paesi!
Ma Cairano è venuta da me, ieri pomeriggio. Come? Ma è la modernità, ta-ttà, da almeno un secolo: attraverso le onde radio, quelle di Radio3, la stazione-radio della riflessione, dell’informazione colta & utile alla vita. Lo disse Dante (e l’affermò Ariosti): “Fatti non fummo solo per consumare ,… ma per far i Piccoli Paesi nostri…”.
Annunciano una intervista a Franco Dragone “sul minifestival di Cairano”. Cazzen, che mi son perso: tutti i draghi, dragoni e dragonetti della fiaba di Cairano d’oggi. Ci sono tutti gli ingredienti: il dopoguerra, la fame, la miseria, il viaggio dal Sud fino alla selva del Nord, a scavar nelle miniere … andiam a lavorar, trallalalà, … ma il Dragonetto-pollicino, nel lungo viaggio d’addio dal loco natio, seminò sulla via i suoi sassolini della memoria, giurando a se stesso: un giorno tornerò trionfator e diventerò un vero Dragone che, con le sue lingue di fuoco, metterà in fuga il male e la malia da Cairano.
Il Padreterno benevolo s’intenerì per tanta audacia del Pollicino irpino e lo bene-disse. Anzi disse-bene, dispose agli angeli ed arcangeli: “Suonate le tromba a distesa e così sia fatto!” E così fu.
Così è Stato: Cairano quale Stato di necessità creativa. Libero Stato della fiaba possibile, dell’eterno ritorno al luogo natio rinnovato e ritrovato. Amen.
Il mio Franco Dragoncello, novello Ulisse, ha una bella voce e io gli faccio dire tutte queste belle cose fiabesche che ho scritto. Quello vero radiofonico ha una simpatica inflessione francese. Parla un italiano fantasioso che, dice: “non ha studiato sulle fonti letterarie, sui libri, ma ha imparato dai genitori, per quanto possibile, o nella vita pratica”. Infatti il gran Dragone d’Irpinia gira tutto il mondo per il suo lavoro di coreografo global. E’ un cittadino del mondo ai massimi livelli d’Eventi. Di tutti i venti e Eventuali soffi della moda. Ma tant’é, … ma su quel cucuzzolo della montagna irpina, dai larghi orizzonti, sta la sua radice, la sua fortuna, il suo trampolino di lancio mentale per il salto audace. Per il triplo salto immortale, con doppio avvitamento e trippa piroetta, senza trucchi e senza vendetta.
Il Nostro è dotato di ironia radiofonica: disegna scenari futuribili per Cairano e per se stesso in loco. Dalle sue parole traspare una visione partecipativa di necessità. Sa che deve seminare e passare il testimone. Che lui passerà: la vita è lunga ma non eterna. Pur tuttavia, mi pare, ha pur sempre un piano B nella valigia d’emigrante cronico, per essere sempre pronto ad una ripartenza, fino al cimitero. Per sé e per i suoi cafoni: “Se questi piccoli paesi devono morire, che almeno sia una morte allegra, teatrale, con tanti invitati al seguito. Che sia un funerale molto affollato, non solitario e triste ”, dice. Penso allora al Massimo Troisi nostro della domanda fatidica: “Emigrante o viaggiatore?”. Penso alle bande musicali, al jazz, ad Armstrong, ai neri americani, a New Orleans, alla possibile New Cairans dei neri venuti oggi dall’Africa per un possibile ri-abitat …
E’ solo un attimo felice perché il Dragone mi tradisce proprio alla fine della intervista, una svista. M’inciampa sul terreno facile arato dall’Arminio regressivo, quello che fa cassa con la nostalgia irpina. Che disegna vecchi paesaggi, vecchi scenari del Sud ripiegato su se stesso. Il Nostro Dragone dice infatti che ha dentro la nostalgia, che è tutto una nostalgia, che … ogni partente non è partoriente ma porta con sé questo sentimento antico … bla, bla, bla.
Ma io non credo una sola parola di quello che dice: è solo una fragilità, una debolezza momentanea, una pigrizia radiofonica. Bisogna ritornare per costruire sempre nuovi scenari. Con nuove forze, perché quelle che furono allora cacciate non ritorneranno più. Sono morte per sempre, nuovi migranti. Arrivi e partenze, la vita è una stazione. Lo strappo è necessario, le ricuciture seguono strade fantasiose e non previste.
Essere moderni sempre, guardare avanti. Mi ritornano in mente i nostri migranti dell’800, proiettati verso le terre nove ridenti e argentine. Si dividevano in due gruppi netti: quelli che correvano verso prua e gridavano felici. “Terra, terra”! e quelli che andavano invece verso poppa, a guardare l’orizzonte perduto arminiano delle loro terre d’Origini! E Dragone sta per me sulla rupe-prua di Cairano a dire a tutti: “Terra, terra, nuovi migranti in arrivo, Riabitat, riabilitiamoci!!”Saluti serali, Eldorado
TCI / Prima riunione per la costituzione del Club di Territorio
TOURING CLUB ITALIANO
Prima riunione per la costituzione del Club di Territorio
sfoglia il VERBALE della riunione tenuta a Cairano il 9 agosto 2014
2014 08 09 TCI Club di Territorio _ verbale _.pdf
Partecipa alla prossima riunione; per essere inserito nella mailing list ‘Paesi d’Irpinia TCI’, invia una e.mail a : piccolipaesi@gmail.com
No alla “valorizzazione del territorio”
No alla “valorizzazione del territorio” _ di Lucio Graofalo
Recentemente, su vari fogli locali mi è capitato di leggere alcune prese di posizione assunte a favore del territorio e, congiuntamente, delle trivellazioni petrolifere nelle nostre zone. Suona quasi come una contraddizione terminologica.
In breve, la tesi si può riassumere nel modo seguente: lo sfruttamento di giacimenti petroliferi servirebbe (udite, udite!) a valorizzare il nostro territorio, da troppo tempo trascurato ed escluso dai processi di sviluppo economico.
Ora, al di là del merito specifico (in particolare l’idea centrale di uno “sviluppo” che ci si ostina a rilanciare e a rivendicare in un momento di profonda crisi recessiva, delineando una visione della società e dell’economia assolutamente discutibile, nella misura in cui tradisce un equivoco di fondo che confonde lo sviluppo, o la crescita economica, con il progresso, la cui accezione è di ben altra portata storica, etica e civile), mi preme abbozzare una riflessione sul senso concettuale del verbo “valorizzare”, forse fin troppo abusato, quanto distorto e frainteso.
In breve, valorizzare vuol dire creare valore. La nozione di “valore”, in termini squisitamente economici, equivale a ricchezza, dunque a denaro. Per cui valorizzare significa reperire sovvenzioni e flussi di capitali. In sostanza, vuol dire arraffare i soldi pubblici. Per distribuirli ai privati. In questo caso, ai detentori del grande capitale monopolistico (pubblico e privato), vale a dire le multinazionali petrolifere.
Qui da noi, in Irpinia, sono decenni che si “valorizza” ed ormai è rimasto ben poco da “valorizzare”. Ecco che il petrolio (il prezioso “oro nero”, in nome del quale i potenti del mondo scatenano guerre ovunque, conflitti e disastri a profusione) si tramuta in una sorta di “manna caduta dal cielo”. È ovvio che una simile occasione non è da sprecare per i voraci “pescecani” di casa nostra (o “Cosa nostra”) e tutti gli altri famelici predatori in agguato da fuori provincia.
Per tali ed altre ragioni, appena io sento qualche vecchio volpone locale parlare ancora di una presunta, o pretesa, “valorizzazione del territorio” (tradotto in pratica, equivale a: scempio ambientale, devastazione, truffa ed estorsione legalizzata, rapina su vasta scala, ladrocinio e ruberie in grande stile e via discorrendo), mi viene subito l’orticaria.
Si tratta di una sorta di insofferenza profonda, ovvero di allergia, verso ogni forma di “valorizzazione del territorio”.
MASTER CLASS col maestro Lemetre _ Cairano 7x 2014 _ Foto di Antonio Bergamino
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FESTIVAL dei CORTI TEATRALI _ Cairano 7x 2014 _ Foto di Antonio Bergamino
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CAPOSELE _ gioved’14 agosto
“Jazz&Wine all’Ombra del Campanile” / Un viaggio tra lotta razziale Spiritual & Jazz e degustazioni guidate
CAPOSELE – Torna a Caposele, giovedì 14 agosto, dalle 20,30 l’appuntamento con “Jazz&Wine all’Ombra del Campanile”. La rassegna, ideata dall’Associazione culturale “Musicalmente”, ed il patrocinio morale del Comune di Caposele, giunge alla sua seconda edizione, dopo il successo di pubblico e di critica dell’anno scorso che ha fatto diventare l’iniziativa una delle manifestazioni più attese del nostro territorio per gli appassionati di Jazz e non solo.
Anche quest’anno, la location di questa edizione è il suggestivo Parco Saure, ai piedi dell’antico Campanile da secoli sentinella delle sorgenti del Sele . Tra le antiche cantine, costruite su roccia viva, nel cui interno si può ascoltare lo scroscio dell’acqua, in un’atmosfera ed un luogo senza tempo, si concretizza il connubio indissolubile tra l’essere umano e la musica, tra la terra e la cultura, tra il buon vino ed il sano cibo.
Con l’idea di unire suoni, sapori, paesaggio e tradizioni locali, quest’anno si è pensato ad un percorso tra jazz e vino, cultura e spettacolo, in cui la condivisione di un buon bicchiere di vino si unisce alla musica, in un incontro di piaceri attraverso un sentiero sensoriale che si snoda tra una selezione del le principali etichette di cantine nazionali ed irpine a cura di esperti Sommelier (ASI) e l’eccezionale ensembles di musicisti jazz che si esibirà nella nel corso della serata. Il visitatore sarà invitato a percorrere un viaggio sensoriale, un percorso fatto di ottima musica e prodotti enogastronomici di elevata eccellenza, un connubio perfetto tra qualità e raffinatezza.
ARIANO FOLKFESTIVAL 14-18 agosto SEUN KUTI – BOMBINO – BOBO RONDELLI – CHICO TRUJILLO
XIX edizione
ARIANO FOLKFESTIVAL
Latinafrican
14 / 18 agosto
Ariano Irpino – (Avellino)
L’Irpinia crocevia del mondo con l’Ariano Folkfestival, 5 giorni di musica senza confini di genere – dal 14 al 18 agosto – cinema, arte e gastronomia si mescolano in quello che molti considerano ‘the best kept secret’ del panorama festivaliero italiano. Da qualche anno tira aria fresca nella torrida estate italiana, lontani da creme abbronzanti e spiagge affollate, in una piccola porzione di terra aspra e montuosa sotto le pendici dell’Appennino Campano, c’è uno degli eventi di world music più speziati del Mediterraneo: l’Ariano Folkfestival. 19 anni di storia e 40.000 presenze l’anno, il Festival ha ospitato oltre 200 band provenienti da 20 diverse nazioni con nomi del calibro di Gogol Bordello, Vinicio Capossela, Goran Bregovic, Instituto Mexicano del Sonido, Balkan Beat Box e Tony Allen, Alborosie, Dubioza Kolektiv tra i tanti. Quest’anno, dal 14 al 18 agosto, il festival si muove a ritmo di cumbia, reggae, folk, gypsy, jazz, afro beat, rock meticcio con più di 20 gruppi pronti ad avvicendarsi sul Folkstage [piazzale di Piano della Croce], in una sorta di giro del mondo che parte dal Vecchio Continente (Italia, Francia, Inghilterra, Danimarca) raggiunge il Sud-America (Cile) e finisce dove tutto è iniziato, in Africa ( Niger, Nigeria). Accanto alla programmazione musicale l’AFF arricchisce la cinque giorni con il cinema e la poesia, il teatro e la street art oltre l’immancabile viaggio tra i sapori della tradizione irpina. Non mancheranno anche quest’anno l’area dedicata ai più piccoli, lo yoga, i laboratori di danze popolari, il cineforum, i concerti gratuiti all’aperitivo e dopo la mezzanotte con la Corazone e la Sonazone pensata per gli irriducibili delle notti folkfestivaliere, la Bookzone dedicato ai libri e ai suoi autori. Non poteva mancare il Volkscamp, l’area boschiva nel cuore della città di Ariano adibita a campeggio. Il ricco programma di quest’anno si apre, il 14 agosto, con il grande erede dell’Afrobeat nigeriano Seun Kuti, accompagnato dalla big band di 14 elementi Egypt 80 featuring Enzo Avitabile, che presenterà il suo ultimo album“A long way to the beginning”, una critica feroce diretta alle ingiustizie in Nigeria e nel mondo ; prosegue la serata con il mix tra world music, elettronica e folk jazz del fortunato album “D.N.A” di Barresi Project; il 15 agosto scaldano il palco i salentini Bundamove, un mix di funk, rock e reggae che vantano collaborazioni con diversi artisti tra cui spicca la voce della conterranea Emma Marrone, Roberto Angelini, Mr T-Bone, Nitto; headliner della serata la band cilena Chico Trujillo definita dalla BBC “uno dei maggiori esponenti della new wave della musica cilena” con oltre 5 milioni di visualizzazioni su youtube, affonda le proprie radici nella cumbia non tralasciando l’importanza della cultura alternativa latinoamericana; il 16 agosto la stella della serata è il “Jimi Hendrix del deserto” Bombino con il suo ultimo album “Nomad” prodotto da Dan Auerbach dei Black Keys, inserito da Rolling Stone America e dall’autorevole NPR radio nella classifica dei 50 migliori album del 2013; per trovare sollievo al proverbiale mal d’Africa c’è il live d’ apertura dell’italofrancese Sandro Joyeux, un omaggio all’Africa con grandi musicisti come Madya Diebate e Moussa Traorè e gli italiani Daniele Sepe e Ilaria Graziano; i torinesi Mau Mau i cui suoni si fondono in un idioma musicale senza confini; non poteva mancare il cantautore Bobo Rondelli con i suoi testi cinici e appassionati che suonerà alla Corazone alle 19. il 17 agosto spazio a due gruppi nordeuropei con due show esplosivi, la psichedelia gypsy dei danesi Tako Lako, un incontro fra le sonorità dei Gogol Bordello e quelle dei Depeche Mode, e i performer inglesi Slamboree, un collettivo di musicisti, performer circensi con il loro show pirotecnico; il 18 agosto il main stage è rigorosamente made in Italy con la star del reggae italiano Valerio Jovine e il suo progetto Jovine creato con suo fratello Massimo JMR dei 99 Posse, e la nuova formazione di The Bluebeaters con Pat Cosmo, Mr T-Bone e Maya che festeggiano il ventennale della band che farà saltare tutta la piazza a ritmo di ska e reggae anni 60/70. A conclusione delle intense serate i dj set del produttore francese Captain Cumbia, specialista della cumbia in tutte le sue forme, l’afro future beat di Dj Khalab, il live dei francesi Smokey Joe & The Kid ci trasportano indietro in una Chicago degli anni ’30 con un mix di hip hop e electro swing, Sasha Dieu conosciuto in tutto lo UK per essere il pioniere dell’electro swing, world music e balkan gypsy.
PROGRAMMA MUSICALE ARIANO FOLKFESTIVAL 2014
ORARIO INIZIO CONCERTI: 22.00
14 agosto
SEUN KUTI – Egypt80 ( NIGERIA ) feat. Enzo Avitabile
BARRESI PROJECT (Italia)
15 agosto
BUNDAMOVE ( ITALIA)
CHICO TRUJILLO ( CHILE)
CAPITAN CUMBIA (FRANCIA)
16 agosto
SANDRO JOYEUX ( ITALIA/ FRANCIA)
MAU MAU ( ITALIA )
BOMBINO ( NIGER)
BOBO RONDELLI (ITALIA)
DJ KHALAB ( ITALIA)
17 agosto
TAKO LAKO ( DANIMARCA)
SLAMBOREE ( INGHILTERRA)
Smokey Joe & The Kid ( FRANCIA)
18 agosto
JOVINE (ITALIA)
THE BLUEBEATERS (ITALIA)
SASHA DIEU (UK)
COSTO BIGLIETTO
7 euro / sera
20 euro / abbonamento con t-shirt (entro il 20 luglio)
25 euro / abbonamento con t-shirt (dopo il 20 luglio)
ingresso libero fino alle 21.30
INFO E CONTATTI
info – facebook.com/arianofolkfestival – twitter.com/afolkfestival
- aff folkintour
- bombino02





































