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³VALLESACCARDA ECO-GASTRONOMICA²: il programma completo

Allegato il programma degli appuntamenti di questa settimana in occasione del Farm Market “Vallesaccarda Eco-Gastronomica”; già domani, martedì 25 novembre 2014, forum sulle nuove economie con il presidente di Slow Food Italia, Nino Pascale.

comunicato stampa Vallesaccarda 3.doc

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24 novembre 2014 at 15:22

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una domenica di 34 anni fa

Una domenica di 34 anni fa _ di Lucio Garofalo

Esattamente una domenica di 34 anni fa, calma ed insolitamente calda, si consumò una delle tragedie più dolorose impresse nella memoria collettiva locale. Ormai ci siamo ridotti a dover rimpiangere e idealizzare la realtà antecedente al maledetto sisma del 23 novembre 1980.

Una data “indelebile” che, per un meccanismo di rimozione inconscia, si tende a derubricare dal calendario.

Ma per le popolazioni del cratere, che subirono la furia selvaggia e devastante del cataclisma tellurico (fenomeno non esente dal concorso di colpe e responsabilità politiche e morali ascrivibili agli uomini), a cui seguirono scelte politiche controverse e scellerate prese dalle classi dirigenti locali nella fase dell’emergenza e della ricostruzione post-sismica, tale data assume ancor oggi un valore profondo, impregnato di ricordi strazianti, di intensi significati emotivi e psicologici. Una data spartiacque, simbolica sul versante storico ed antropologico.

Nel corso degli ultimi trent’anni è intervenuto un brusco e repentino processo di accelerazione storica che ha visto deteriorarsi i rapporti umani e le dinamiche interpersonali, generando effetti di abbrutimento etico-civile e spirituale.

Con evidenti ripercussioni negative sul terreno delle relazioni, dei comportamenti e sentimenti che rientrano nella sfera esistenziale quotidiana.

Si è messo in moto un fenomeno di regressione ed imbarbarimento civile, una deriva che ha condannato le nostre comunità ad un destino di alienazione ed involuzione sociale di massa.

Tale effetto di radicalizzazione ha investito la vita e il funzionamento della macchina amministrativa locale. Si è innescata una spirale perversa di efferatezza, faziosità, avidità, cinismo e spregiudicatezza che non si erano mai riscontrate nel nostro passato.

Tra faide tribali e rese dei conti tra bande che si contendono selvaggiamente il controllo del territorio (gli affari) e l’occupazione sistematica degli scranni istituzionali, dal branco dei lupi famelici sono emersi gli esemplari più feroci e voraci, che hanno preso il sopravvento grazie ai mezzi più disonesti e spregiudicati.

Tali infamie e brutture alimentano sentimenti di rimpianto e una spinta alla idealizzazione dei “bei tempi”, creando un’immagine idilliaca della vita “prima del terremoto”.

Ma, aggiungo, non furono male pure gli anni immediatamente successivi, che videro uno straordinario moto di solidarietà e di partecipazione popolare ad esperienze di autogestione e protagonismo di massa tra comitati, circoli e coordinamenti vari.

Furono momenti entusiasmanti di risveglio civile e di abbraccio corale, che animarono e diffusero sincere aspettative di rinascita delle comunità locali. Attese puntualmente deluse.

Per tali ed altre ragioni resta l’amaro in bocca per la cocente delusione storica. Persiste una sensazione triste, anzi una convinzione, una coscienza rabbiosa, per quella che è stata irripetibile occasione storica fallita. Svanita nel “miraggio” di uno “sviluppo” mai realizzato. Una mera illusione ingannevole in partenza.

È l’opportunità di un riscatto economico, civile e culturale mancato dalle “zone terremotate”.

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24 novembre 2014 at 08:43

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questi sono gli imprenditori che ci piacciono

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18 novembre 2014 at 20:00

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“La vita è piena di trucchi”, presentazione del libro di Enrico Finzi

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17 novembre 2014 at 16:15

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NUOVA CONTEMPORANEITA’ …

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17 novembre 2014 at 11:59

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Quello sfregio in Alta Irpinia _ di Giandonato Giordano

Quello sfregio in Alta Irpinia _ di Giandonato Giordano (articolo pubblicato sul ‘Quotidiano del Sud’
Finalmente sono stati messi i sigilli all’elettrodotto che attraversa e sfregia l’Alta Irpinia. Il tratto sequestrato dalla magistratura Goleto-Castelnuovo di Conza, lungo 18Km, è stato addirittura costruito in violazione ai vincoli paesaggistici e culturali. Una dimenticanza non di poco conto per gli effetti devastanti che procura e per il danno ambientale che produce sul paesaggio irpino, irrimediabilmente ferito dagli orribili piloni che costeggiano addirittura il fiume Sele. Finalmente sono stati messi i sigilli all’elettrodotto che attraversa e sfregia l’Alta Irpinia. Il tratto sequestrato dalla magistratura Goleto-Castelnuovo di Conza, lungo 18Km, è stato addirittura costruito in violazione ai vincoli paesaggistici e culturali. Una dimenticanza non di poco conto per gli effetti devastanti che procura e per il danno ambientale che produce sul paesaggio irpino, irrimediabilmente ferito dagli orribili piloni che costeggiano addirittura il fiume Sele. Un danno irreparabile all’ambiente al quale si aggiunge un danno altrettanto irreparabile ai beni culturali. Uno dei piloni è stato installato nei pressi dell’Abbazia del Goleto, il monumento più significativo delI’Irpinia, vero gioiello di arte medievale recuperato nell’ultimo trentennio dall’incuria secolare in cui era caduto e restituito al suo l’antico splendore. La scelta progettuale di installare un mostro di ferro quasi alle porte del monastero è stata una spudorata e folle insensatezza che grida vendetta ma al tempo stesso mette a nudo la potenza distruttrice e la mancanza di scrupoli che muovono gli interessi delle multinazionali. Lo sfregio e il deturpamento ambientale che l’elettrodotto provocava, è stato continuamente e assiduamente denunciato dai comitati civici di Sant’Angelo dei Lombardi ma anche di altri comitati come quello di Lacedonia con una costante e puntuale attività di sensibilizzazione, addirittura estesa ad associazioni ambientaliste dell’Appennino meridionale. Prendendo spunto dallo scempio che si stava perpetrando in Alta Irpinia nel settembre del 2013, trentatre associazioni hanno animato il primo Forum ambientale dei paesi dell’ Appennino meridionale. Il Forum si è svolto nell’affascinante cornice dell’Abbazia del Goleto, luogo simbolico non solo per la sua millenaria storia di centro religioso ma anche perché interessato allo scellerato passaggio dell’ elettrodotto di 150.000 kilovolts Un’ assemblea nella quale i promotori hanno sottolineato, con dovizia di particolari, gli aspetti più controversi nella costruzione dell’elettrodotto, denunciando le procedure adottate e svelando la carenze di autorizzazioni. All’azione dirompente dei comitati civici, le cui battaglie sono state sostenute dal Corriere dell’Iprinia, attuale Quotidiano del Sud, è seguita un’incisiva azione istituzionale. Nel mese di dicembre del 2013 Rosanna Repole, sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi, ha emanato un’ordinanza di sospensione dei lavori dell’elettrodotto sul suo territorio. L’ordinanza, impugnata dalla società Terna, è stata sospesa dal Tar e i lavori dopo pochi mesi sono ripresi. Un’azione di contrasto alla costruzione dell’elettrodotto è venuta anche dal deputato di Cinque Stelle, Carlo Sibilia che ha presentato varie interrogazioni parlamentati. Tutto questo clamore durato mesi mentre i lavori continuavano a ritmo incessante. Solo ora la magistratura finalmente è intervenuta per bloccare un’opera costruita addirittura senza importanti permessi e autorizzazioni. Ma meglio tardi che mai. A questo punto possiamo forse ben dire che in Irpinia c’è ancora un “Giudice”. La Procura di Avellino con l’arrivo di Rosario Cantelmo sta, infatti, togliendo la polvere su molti fascicoli. Ma lo sfregio ambientale per l’Alta Irpinia non è solo rappresentato dall’elettrodotto ma anche dal disordinato e caotico insediamento eolico sul Formicoso un’altra irrimediabile ferita al territorio ma anche una mancata opportunità economica considerato la scarsa ricaduta in termini di vantaggio e di crescita che il devastante insediamento apporta all’economia del territorio. Una selva di pale che s’intreccia con groviglio d’interessi, intorno ai quali la magistratura farebbe bene a indagare. Al misero ricavo dei proprietari dei terreni, su cui gravano gli aerogeneratori si aggiungono basse Royalties destinate ai Comuni , mentre le società e i loro intermediari si ingrassano con lauti guadagni, rubando il vento che insieme all’acqua continuano ad essere risorse sempre di più scippate all’Irpinia. Diciamola tutta: il Formicoso è stato svenduto per un piatto di lenticchie e ora di questo se ne accorgono anche i sindaci. Ravvedimento tardivo che, purtroppo, non rimedia il danno.
ARTICOLO ORIGINALE
http://www.corriereirpinia.it/default.php?id=999&art_id=49522

Written by A_ve

7 novembre 2014 at 11:51

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Giovani e Agricoltura : una borsa di studio

L’Osservatorio sul Doposisma ha pubblicato un bando per una borsa di studio per una ricerca su giovani e agricoltura, per capire se è vero che i giovani stanno tornando all’agricoltura, in che forme e con che risultati. La ricerca durerà 6 mesi per un totale di 2000 euro di contributo.
L’area di interesse della ricerca è quella delle regioni Campania e Basilicata. In allegato e sul sito dell’Osservatorio (www.osservatoriosuldoposisma.com) è possibile leggere il bando e tutte le informazioni.
Vi chiediamo di diffondere il bando ai vostri contatti potenzialmente interessati e siamo naturalmente disponibili ad accettare collaborazioni, iniziative, idee e proposte. Non esitate a contattarci, grazie.
Stefano Ventura / per l’Osservatorio sul Doposisma – Fondazione MIdA

Bando Energie dalla terra_borsa di ricerca azione.pdf

Allegato A_modulo di domanda.pdf

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21 ottobre 2014 at 15:26

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‘Ortiaperti’ un invito di Massimo Bottini

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21 ottobre 2014 at 15:24

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PAESAGGIO, la più grande “infrastruttura” culturale del “vecchio continente”

SEGNALAZIONE INVIATA DA EDUARDO ALAMARO

…. Una tre giorni di riconoscimenti, dialoghi e proposizioni per il PAESAGGIO, sicuramente la più grande “infrastruttura” culturale del “vecchio continente”. Nella prima giornata la premiazione delle esperienze italiane virtuose proposte dai Club UNESCO, da Udine a Enna, dall’Aquila a Levanto, da Brescia a Carrara, da Spoleto a Campobasso, da Caserta a Livorno per la consegna del Premio “La Fabbrica nel Paesaggio” promosso dalla Federazione Italiana dei Club e Centri per l’UNESCO con il Patrocinio della Federazione Europea e Mondiale. Alla cerimonia, oltre al membro del Consiglio Mondiale delle Federazioni, Maria Luisa Stringa, hanno premiato i vincitori il Presidente della Federazione Europea dei Club e Centri UNESCO Daniela Popescu e un membro della Federazione Italiana Antonio Vernier.

Hanno vinto il Premio per la sezione imprenditori, il Club dell’Aquila che ha presentato, la mai abbastanza conosciuta esperienza imprenditoriale di Daniele Kihlgren per il recupero di Santo Stefano di Sessanio, con questa motivazione “esempio di mecenatismo del 21° secolo, coniugando genialita’, passione, coraggio imprenditoriale e amore per l’autenticita’ che diventa paesaggio. Il borgo recupera l’identita’ e diventa futuro con la comunita’ che torna ad essere protagonista. La sapienza antica rinnova l’emozione dell’abitare e i canoni del ben-essere, unita al rispetto del genius loci.”

Per le Amministrazioni pubbliche, il Comitato Promotore del Club di Campobasso che ha presentato la lungimirante azione di un piccolo borgo italiano Castel del Giudice, che ha saputo cambiare il corso della sua storia riattivando la propria comunità sui valori identitari, ma soprattutto virtuosa economia basata sulle sue riqualificate risorse endogene e rinnovabili. Il Premio è stato assegnato con questa motivazione”esempio straordinario ed emozionante di una piccola comunita’ che ha saputo recuperare i valori identitari dell’architettura e del paesaggio valorizzando e vivificando anche in termini sociali e produttivi il proprio PATRIMONIO. Si realizza cosi in modo esemplare “la fabbrica in comune”.

Menzione speciale per il Club di Caserta che ha presentato il primo museo del cane in Italia “foof museo&parco del cane” come “approccio moderno alla valorizzazione del paesaggio che riesce a coniugare fantasia, originalita’ , innovazione e coraggio con il recupero delle componenti naturalistiche del territorio. Un paesaggio che vive, che produce, che sfida il degrado, che recupera il rapporto atavico tra uomo e animale e apre le porte allo sviluppo durevole.”

Il 27 e 28 settembre sono stati dedicati ai “Dialoghi sul Paesaggio” che l’Osservatorio Europeo del Paesaggio di Arco Latino insieme alla locale Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici e l’Amministrazione Comunale di Padula e la Comunità Montana Vallo di Diano, organizzano ogni anno in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. Un percorso costruito da tempo sulle Politiche delle Aree Protette in Europa con l’impegno e la determinazione del Gruppo di San Rossore che ha già pubblicato sull’argomento due interessanti quaderni[1], con il contributo scientifico di Domenico Nicoletti….

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20 ottobre 2014 at 08:06

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Festa all’Oasi del Lago di Campolattaro domenica 26 ottobre

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20 ottobre 2014 at 07:20

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col CAI a Nusco, sabato 18 ottobre 2014

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13 ottobre 2014 at 17:03

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